di Dan.Bo.
Nulla di fatto. Lunedì dalle quattro ore di riunione del gruppo Pd a palazzo Cesaroni rispetto ai giorni scorsi non sono emerse sostanziali novità: le posizioni rimangono lontane e la situazione è di stallo. All’orizzonte insomma non si vedono schiarite e, dopo che nel pomeriggio è stato deciso di aggiornare la seduta del gruppo a mercoledì, la Direzione regionale del Pd che si sarebbe dovuta riunire al Park Hotel di Ponte San Giovanni, è stata rimandata a giovedì sera. Passi in avanti significativi dunque non sono stati fatti, nonostante i toni più distesi e concilianti rispetto ai giorni scorsi: la presidente Catiuscia Marini ha chiesto a Luca Barberini di rientrare in giunta fin da subito per ridare piena operatività alla squadra di palazzo Donini, mentre dall’altra parte il gruppo dei bocciani, capitanato dall’ex assessore, continua a chiedere la «rimozione degli ostacoli» (vedi alla voce direttori, in primis Walter Orlandi).
La riunione Nel frattempo, anche in vista della Direzione di giovedì, la segreteria dem sta mettendo a punto un documento in cui si indicano 7-8 obiettivi di legislatura in tema di sanità (dalle liste di attesa alla rete ospedaliera) in grado di dare il segno dell’innovazione. Quanto però questo documento risulterà utile a ricomporre la trama strappata del Pd umbro è tutto da vedere, mentre c’è anche chi parla di un possibile e risolutivo intervento dei vertici nazionali del partito. Intanto l’opposizione va all’attacco e con Marco Squarta (FdI) sostiene che «a causa delle divisioni interne al partito, quasi unico, di maggioranza, l’attività dell’Istituzione regionale è sostanzialmente sospesa, forse in attesa di tempi migliori. La seduta d’Aula prevista per martedì, dopo molti giorni di pausa, è stata rinviata a data da destinarsi. Le Commissioni consiliari non possono lavorare o lo fanno producendo atti che non possono concludere il proprio iter senza le sedute dell’Assemblea legislativa».
L’opposizione Il portavoce del centrodestra Claudio Ricci invece ricorda di aver presentato una mozione che prevede «in Umbria una sola Asl e una sola Azienda ospedaliera». Ricci annuncia anche che martedì i consiglieri di centrodestra e liste civiche saranno in Aula come «segno democratico di dissenso visto che per la crisi politica della giunta non si terrà l’Assemblea legislativa». In serata poi Ricci parla di «una delibera del direttore generale facente funzione» della Usl 1 Diamante Pacchiarini, con la quale sono stati assegnati «fondi economici incentivanti, ed extra rispetto alle risorse generali, a dipendenti della Usl 1, con ampia disinvoltura e poca trasparenza individuando i beneficiari solo con la matricola interna». «È un atto dovuto» ribatterà poi Pacchiarini». Davanti a palazzo Cesaroni negli stessi minuti il Movimento 5 Stelle, con in testa i consiglieri Liberati e Carbonari, ha dato vita a una «veglia per la democrazia con candele e lumini accesi, a evocare lo stato comatoso di un’istituzione morente».
Consiglio, c’è Mazzoni Un’istituzione, quella del consiglio regionale, che lunedì ha scelto il proprio nuovo segretario generale: si tratta di Stefano Mazzoni, classe 1956, già direttore generale della Provincia di Perugia, laureato in Scienze politiche. La nomina è stata deliberata dall’Ufficio di presidenza con un voto a maggioranza (favorevoli la presidente Donatella Porzi e il vicepresidente Marco Vincio Guasticchi, contrario l’altro vicepresidente Valerio Mancini). Mazzoni subentrerà a Fabio Piergiovanni, nominato il 12 maggio 2014. Il leghista ha criticato la scelta («si spenderanno 100 mila euro in più») mentre Porzi l’ha difesa parlando di innovazione, dato che di solito «si sono privilegiate scelte interne», e di competenze, dato che Piergiovanni «, andrà a rafforzare il livello dirigenziale della struttura, elevandone qualità ed efficienza. In termini di rapporto costi/benefici ritengo che l’operazione abbia un saldo sicuramente positivo».
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