
di Daniele Bovi
Corridoi pieni di carboni ardenti nel Consiglio provinciale di Perugia, chiamato ad eleggere il nuovo presidente del Consiglio dopo le dimissioni di Luciano Bacchetta, candidato per la poltrona di sindaco a Città di Castello. In pole c’è il piddino Giacomo Leonelli che oggi, vista la maggioranza qualificata (21 voti, ma il centrosinistra ne ha 19) non dovrebbe farcela ad essere eletto. La giornata buona potrebbe essere quella di domani, giovedì, quando serviranno solamente la maggioranza semplice pari a 16 voti.
Mal di pancia diffusi Mal di pancia sono però presenti in larga parte della maggioranza: il Pd, ora come ora, non riuscirebbe a garantire il voto compatto per Leonelli dei suoi 12 consiglieri. La fronda arriverebbe da Valter Carloia e da Daniela Frullani. Una frattura che il segretario provinciale del partito Dante Andrea Rossi cercherà di ricomporre nel corso di una riunione del gruppo che si terrà nel primo pomeriggio. Sulle barricate anche la coppia dell’Idv formata da Franco Granocchia e Teodoro Armillei, che durante la conferenza dei capigruppo che si è tenuta mercoledì mattina avevano annunciato l’astensione sul dossier Leonelli.
Appoggio a Leonelli, ma rimane il dissenso col Pd Mal di pancia poi rientrati nel giro di alcune ore. In una nota infatti Granocchia e Armillei sottolineano che l’idv «sosterrà la candidatura del nome indicato da tutta la maggioranza ovvero il consigliere provinciale Pd Giacomo Leonelli. Questa scelta è derivata dalla profonda condivisione della linea politica e dalla soddisfazione nella piena attuazione delle linee di programma portata avanti dal Presidente Marco Vinicio Guasticchi e dalla sua maggioranza, alla quale apparteniamo con responsabilità e collaborazione». Nonostante l’appoggio rimane però il dissenso del partito intorno alle «politiche regionali del Pd, poiché nella fase di contrattazione per le imminenti elezioni amministrative a nostro parere non è stato tenuto in giusto conto il peso politico del nostro partito soprattutto a Città di Castello dove l’Italia dei Valori alle ultime consultazioni elettorali ha ottenuto uno dei migliori risultati a livello nazionale risultando di gran lunga la seconda forza politica di coalizione. Proprio a Castello invece il Pd ha accettato di candidare un esponente del partito socialista rappresentante del 4% dell’elettorato».
Perché sosteniamo la Pillitu «E’ sulla base di questa scelta – concludono Granocchia e Armillei -, che andava anche contro la nostra ulteriore richiesta di esprimere una candidatura in discontinuità con le precedenti amministrazioni che l’IdV a Castello ha scelto di non stare in coalizione e di sostenere la candidatura di Paola Pillitu in una lista civica. Stessa cosa è accaduta a Nocera Umbra. Ci auguriamo che questo atto venga recepito dal segretario regionale del Pd Lamberto Bottini come un doveroso segnale politico, ad indicare che tutti gli alleati meritano pari dignità e considerazione nell’ottica di una maggioranza rispettosa degli equilibri , coesa e collaborativa».
Altra riunione alle 18 Alle 18 intanto i segretari provinciali dei partiti del centrosinistra si vedranno per cercare di ritrovare una direzione di marcia. Sul piatto c’è anche la questione del riequilibrio in giunta dopo l’espulsione dal Pdci di Stefano Feligioni, assessore ai Trasporti. A sostituirlo dovrebbe essere Cesare Megha, segretario del partito di Perugia, ma è chiaro che se una composizione unitaria sui due dossier, quello che riguarda la giunta e quello che riguarda il Consiglio, non dovesse arrivare, Prc e Pdci potrebbero anche far mancare i loro due voti in Consiglio per l’elezione di Leonelli. Secondo alcuni rumors di Palazzo però due voti favorevoli la maggioranza potrebbe recuperarli grazie a Valerio Bazzoffia (Fli) e Giancarlo Carocci (ex Lega Nord, ora Fdu).
