di Marta Rosati

«Non siamo qui a celebrare un compleanno, un anniversario. Non è questo il clima. Siamo pronti però a fare il punto della situazione a dodici mesi dall’accordo di Roma per vedere a che punto è lo sviluppo di Ast». Così attacca il suo discorso Claudio Cipolla, segretario generale della Fiom Cgil di Terni che sale sul palco quando sono appena passate le 16. Martedì pomeriggio proprio la Fiom ha organizzato un tavolo per fotografare il momento della multinazionale dell’acciaio ad un anno dal sudatissimo accordo al ministero dello Sviluppo economico. Insieme al segretario Cipolla altri esponenti della sigla e i rappresentanti delle istituzioni: c’ò la governatrice Catiuscia Marini, c’è il sindaco Leopoldo Di Girolamo.

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I bardasci di viale Brin L’incontro, organizzato nei saloni della ex Officine Bosco, è stato aperto con la proiezione del video ‘Sinfonia d’Autunno – I bardasci di viale Brin’, con la regia di Pino Bertucci. Poi il via agli interventi: dopo la relazione introduttiva di Cipolla, il saluto del sindaco Di Girolamo e l’intervento di Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil Umbria. A seguire, il giornalista del quotidiano L’Unità Massimo Franchi a coordinare gli interventi della Marini, Teresa Bellanova, sottosegretaria ministero del Lavoro e Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom Cgil.

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Intervista al segretario Cipolla

Incontro il 10 dicembre «Siamo qui oggi – ha spiegato Cipolla – per fare il punto della situazione rispetto ai punti positivi ma anche alle criticità emerse dopo l’accordo del dicembre scorso. Su questo fronte il prossimo 10 dicembre abbiamo in calendario un incontro con i vertici della Tk. A quel tavolo chiederemo la verifica di quanto scritto nell’accordo del Mise e chiederemo soprattutto quali sono gli impegni per il futuro. Se Terni cioè resta un sito strategico nella politica industriale della multinazionale e se la fase di ristrutturazione dell’azienda è terminata. Perché a quel punto si potrà iniziare a parlare di rilancio».

I nodi da sciogliere Secondo il segretario Fiom sono diversi i nodi da sciogliere con l’azienda: «La forte riduzione dei livelli occupazionali, gli investimenti ancora non completati sulla produzione a freddo, i sacrifici salariali richiesti ai dipendenti e la politica che regola gli appalti. Di tutti questi punti chiederemo conto all’azienda nel prossimo vertice».

Gli appalti ha poi attaccato «chi sui social ha definito questo evento come di promozione del Pd. No, si tratta di una iniziativa sindacale». Sul tema appalti, Cipolla ha spiegato come «la politica del risparmio dei costi è stata esasperata. Serve ragionare anche alla luce delle consulenze che di continuo vengono attivate, spesso anche con chi ha lavorato in Ast in passato e magari ha generato anche buchi di bilancio. Serve dunque fermare l’indebolimento degli appalti. Anche perché Ast sull’indotto muove 140 milioni di euro e occupa dagli 800 ai 1300 dipendenti»

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