di Daniele Bovi
Il terribile 2014 può dirsi definitivamente archiviato, anche se l’Umbria non recupera ancora l’intera capacità produttiva. Le stime di Cna-Unaprol pubblicate nelle scorse ore e relative alla campagna olearia 2015/16 parlano infatti di una produzione per l’Umbria in risalita, con percentuali fra il 30 e il 50 per cento in più e 1.235 tonnellate di olive raccolte. «Una produzione buona» è scritto nel monitoraggio che riguarda tutte le regioni italiane, rispetto alla scorsa annata quando si è fermata a poco più di 900 tonnellate. Le percentuali sopra citate secondo Cna-Unaprol possono essere estese a tutta la regione, anche se i segni più non bastano a riportare la regione «agli standard produttivi che l’Umbria è in grado di esprimere».
Il monitoraggio «In generale – è detto nel documento – si è registrato un buon andamento climatico e la quasi totale assenza della mosca. Si segnalano tuttavia danni legati alla tignola e all’occhio di pavone (in particolare nelle zone del Lago Trasimeno e dei Colli Martani) e produzioni minime per la varietà Moraiolo. L’allegagione (cioè la fase iniziale dello sviluppo dei frutti successiva alla fioritura, ndr) per questa cultivar è risultata molto scarsa a causa della sua sensibilità agli eccessi di precipitazioni ed umidità». Sul fronte del clima le lunghe settimane di sole e caldo, a differenza della fredda e piovosa estate dell’anno scorso hanno permesso di tenere sotto controllo il nemico numero uno degli olivicoltori: la mosca olearia. In più il caldo intenso dovrebbe contribuire, secondo gli esperti, a dare all’olio della regione grandi profumi. Altri dati sul settore li fornisce l’Istat, in particolare per quanto riguarda le superfici occupate dagli oliveti nella regione. Complessivamente 27.026 ettari (3 milioni in tutta Italia), con una resa di mezzo quintale per ettaro contro una media nazionale ponderata di 2,65.
In Italia A livello nazionale secondo il monitoraggio, fatto dalle due associazioni nella prima settimana di ottobre, le attese per la produzione sono «buone» con un aumento medio stimato intorno al 46 per cento. «A determinare tali previsioni – spiegano Cna e Unaprol -, nel complesso positive, una stagione caratterizzata da condizioni climatiche prevalentemente favorevoli e dalla sostanziale assenza di problemi fitosanitari rilevanti. Il pericolo mosca è stato scongiurato soprattutto grazie alle alte temperature che si sono registrate nei mesi estivi, il cui protrarsi, però, unitamente alla prolungata assenza di precipitazioni, ha ostacolato in alcune zone il normale sviluppo vegetativo degli oliveti, impedendone la piena carica produttiva. Questo ha fatto sì che, pur essendo le previsioni di produzione in netto rialzo rispetto alla annata precedente, si presagisca una raccolta comunque inferiore a quella ancora precedente del 2013-2014». Di seguito riportiamo le stime per ogni regione.
Lombardia 60% 294,56
Liguria 60% 1.645,81
Veneto 40% 1.164,22
Emilia Romagna 15% 769,98
Toscana 60% 7.455,72
Umbria 40% 1.235,28
Marche 60% 2.878,15
Lazio 40% 7.959,18
Abruzzo 60% 5.809,63
Molise 60% 2.262,99
Campania 60% 7.479,20
Puglia 45% 179.827,41
Basilicata 45% 3.280,14
Calabria 41% 36.415,21
Sicilia 60% 34.260,48
Sardegna -20% 5.610,23
