Il confronto tra il richiedente asilo e gli studenti di Assisi

Un confronto tra giovani della stessa età, ma di provenienze e percorsi di vita diversi: da un lato gli studenti del liceo scientifico Principe di Napoli di Assisi, dall’altro M.S. gambiano richiedente asilo ospite presso la struttura di accoglienza di Rivotorto, gestita da Arcisolidarietà nell’ambito del progetto ‘Emergenza Sbarchi’. Si sono guardati negli occhi, trovando spesso le stesse paure, gli stessi sogni, le medesime angosce per il futuro.

Confronto aperto «Quali difficoltà hai incontrato durante il tuo viaggio?». Questa è stata una delle tante domande che si sono susseguite giovedì. Alla presenza degli insegnanti di lingua, storia e religione e di numerosi studenti M.S. ha narrato le sue radici, la sua terra, il percorso che l’ha portato in Italia e la nuova situazione di vita. Gli operatori Arci hanno avuto occasione di introdurre e presentare il percorso di accoglienza e di integrazione dei richiedenti asilo, ovvero di ragazzi che più o meno hanno la stessa età della platea dei giovani presenti. L’occasione è stata importante per far conoscere chi vive a pochi chilometri, nella stessa città. Conoscere chi sono i ragazzi di colore che girano in bici per le strade di Santa Maria degli Angeli e Rivotorto, chi sono i ragazzi che giocano a pallone nei campi messi a disposizione dalle associazioni locali, chi sono i ragazzi che la mattina insieme alla squadra degli operai del comune di Assisi ripuliscono le strade e fanno lavori di piccola manutenzione grazie ad una convenzione per lo svolgimento di attività di volontariato di pubblica utilità, stilata tra i soggetti partner che gestiscono l’emergenza prefettizia.

Accoglienza dopo Parigi L’incontro, richiesto spontaneamente dagli studenti, ha trattato il tema dell’immigrazione in Italia anche in relazione ai recenti e tragici fatti di Parigi, per capire effettivamente quanto il massiccio fenomeno migratorio di questi ultimi anni possa destabilizzare l’ordine e l’armonia delle società di accoglienza. Ne è scaturito un momento di confronto dove giovani della stessa età, ma di provenienze e percorsi di vita diversi, hanno dibattuto sulle paure, le angosce per il futuro; su quanto l’uso della religione possa diventare esplosivo e quanto la religione invece aiuti a tener fermi i propri valori e lo scorrere della vita. Un dibattito che ha unito l’incertezza di chi come M.S. lascia la propria terra e non riesce ad immaginarsi una prospettiva nel nuovo paese di arrivo, ma ha la certezza di volere sentirsi al sicuro, e quella di chi accoglie volendo conoscere ciò che lo coinvolge da vicino.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.