di Dan. Bo.
Un pasticcio, dovuto alla sbadataggine o a una manovra riuscita male, e una pratica affossata. A poco più di una settimana dal ‘ritiro spirituale’ di Monteripido la maggioranza lunedì pomeriggio inciampa a palazzo dei Priori non su una pratica decisiva, come quella relativa a Decathlon (27 sì di maggioranza e dell’opposizione, astenuti i tre pentastellati), ma su un piano di delocalizzazione grazie al quale si sposta la cubatura di un terreno in frana situato a Ponte Felcino con un altro terreno a Pila in mano alla stessa proprietà. Per l’approvazione serve una maggioranza qualificata (17 voti), ma al momento di schiacciare il bottone qualcuno della maggioranza in aula non c’è. Apparentemente fila tutto liscio dato che la pratica passa coi 17 voti richiesti.
Maggioranza in tilt Ad accorgersi che qualcosa però non va è Giaffreda (M5S) che parla di una irregolarità del voto: in aula così a quel punto rientra il forzista Piero Sorcini, che si dirige verso il suo banco. Il patatrac è stato causato da un altro forzista, Armando Fronduti, che non avrebbe votato per tutti e due bensì, secondo la sua difesa, si sarebbe trovato per errore il badge di Sorcini inserito al posto del suo. Quindi, agli atti risulta il voto di Sorcini ma non quello di Fronduti. In aula a quel punto sono minuti di agitazione: Sorcini non gradisce quanto successo, Arcudi (Psi) e Bori (Pd) accendono il microfono e parlano di fatto gravissimo e così arriva il dietrofront: il presidente del consiglio comunale Varasano annulla il voto di Fronduti, la pratica non ha i 17 voti richiesti e viene bocciata. Giunta e sindaco, ovviamente, mal digeriscono lo spettacolo.
Bocciato Sempre lunedì il consiglio ha respinto, con 11 voti a favore e altrettante astensioni, l’odg del M5S sull’adeguamento del regolamento sull’ordinamento di uffici e servizi alla normativa intervenuta in tema di compensi all’avvocatura comunale, una disciplina rivista recentemente dal decreto legge 90 del 2014. Rosetti chiede alla giunta di individuare criteri di assegnazione degli affari consultivi e contenzioni agli avvocati dipendenti in base a principi di parità di trattamento e di specializzazione professionale e un riparto dei compensi (solo in caso di sentenza favorevole) in base al rendimento, l’accantonamento di un fondo per gli avvocati interni.
No di Barelli Il vicesindaco Barelli ha riferito che gli uffici stanno lavorando a un nuovo regolamento così da adeguare il vecchio al dl 90, e ha spiegato che l’odg è «troppo specifico e sottrae alla giunta una competenza di specificazione che la legge le attribuisce». Forza Italia dalla sua ha annunciato sul documento l’astensione e ha invitato l’esecutivo a tenere conto dei contenuti dell’atto. Sorte migliore per l’odg di Mignini (Fratelli d’Italia) con il quale si chiede all’amministrazione di di redarre progetti che riguardano l’illuminazione pubblica e la migliore efficienza energetica sfruttando le possibilità e le risorse dei fondi europei; l’atto approvato con 22 sì, 5 astenuti e tre presenti non votanti.
Twitter @DanieleBovi
