di Massimo Colonna
Diventa un caso lo sciopero indetto dalle Usb per venerdì 25 settembre con la Uil Funzione pubblica che attacca attraverso il segretario provinciale Gino Venturi: «Mercoledì scorso c’è stata una riunione tra rappresentanti dell’amministrazione e alcune Rsu, ma noi non siamo stati invitati e giudichiamo grave il fatto sia perché è un errore tecnico, visto che in questa fase, con un tentativo di conciliazione in atto e uno sciopero sul tavolo, tutte le sigle devono essere convocate alle eventuali riunioni, sia perché non facendo partecipare le sigle agli incontri si condiziona lo stesso diritto di sciopero». Al tavolo anche il responsabile Usb Fabrizio Collazzoni.
Sciopero in bilico A questo punto lo sciopero di venerdì resta in bilico perché, sostiene Venturi, «si farà solo se unitario». Martedì è in programma un’assemblea in cui con ogni probabilità si deciderà se confermare lo stato di agitazione o meno. Ma intanto la Uil pone una riflessione diretta a Palazzo Spada.
Riunione segreta «Abbiamo appreso – spiega Venturi – che mercoledì scorso c’è stata una riunione a cui hanno partecipato i rappresentanti del Comune e alcune Rsu, la Cisl e Cgil. Nessuno ha invitato Uil e Usb questo è un fatto gravissimo, di cui il Comune dovrà recederci conto. Formalmente infatti non si può escludere una sigla da un tavolo del genere. E poi è anche una questione ‘politica’, perché mina il diritto di sciopero visto che una intera sigla non ha preso parte all’incontro».
Incontro dal prefetto Una riunione convocata con un timing che non passa inosservato, ossia a pochi giorni da uno sciopero dei dipendenti comunali. «Non mi interessa sapere – prosegue Venturi – di cosa hanno parlato, voglio capire perché non siamo stati invitati». Poi un’altra riflessione. «Al tavolo del prefetto per tentare la conciliazione, diversi rappresentanti delle Rsu hanno cambiato radicalmente idea rispetto a prima della riunione, per carità – dice – è legittimo, ma vogliamo capire perché non siamo stati convocati alla riunione».
Attacco ai servizi Sul tavolo della conferenza anche l’atteggiamento dell’amministrazione, giudicato «ostile» dal sindacato. «I servizi non funzionano – prosegue Venturi – e i rappresentanti del Comune hanno un atteggiamento ostile nei confronti del sindacato. Il caso mense, il cambio dei servizi educativi, la gestione del verde e delle strade: sono solo esempi del malfunzionamento dell’amministrazione. Non siamo noi a dirlo: è il messaggio che passa dalle assemblee dei dipendenti».
Caso produttività e meritocrazia «La gestione dei servizi – ha spiegato Collazzone – è pasticciata, inadeguata. Il Comune parla di meritocrazia quando poi è la stessa giunta a creare gli staff per gli assessori che vengono scelti sulla fiducia, quindi senza meritocrazia. E poi non ho ancora capito cosa hanno prodotto questi staff fino a questo momento. Sulla produttività poi c’è un comportamento irritante».
Ottocento mila euro Il premio di produttività si aggira sugli 800 mila euro annui. E’ la cifra che il Comune dovrebbe assegnare ai dipendenti dopo una valutazione. Da un lato il Comune sostiene che si farà tutto a fine anno, dall’altra i sindacati vogliono chiarezza perché fino a questo momento la produttività è stata pagata sempre con un acconto a metà anno. «Sia la corte dei conti che i dirigenti – ha proseguito Collazzone – hanno ribadito che il premio è legittimo. Quindi lo aspettiamo. Fosse stato dichiarato illegittimo saremmo stati i noi i primi a non volerlo, ci mancherebbe altro. Ma non si capisce come mai l’amministrazione non voglia procedere. Siamo stati noi i primi a chiedere di giudicare il lavoro dei dipendenti. Chi deve avere deve avere, chi non merita non avrà. Ci sembra tutto così semplice, e invece non capiamo come mai il Comune non procede». Si parla di una cifra annuale di 800 mila euro, circa 200 mila come acconto. In media 80 euro in più al mese per ogni dipendente comunale.
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