Brunello Cucinelli (foto archivio Fabrizio Troccoli)

Cucinelli cresce senza freni ovunque, dall’Italia agli Usa alla Cina, sempre più affamata di lusso, ma il cui peso resta abbastanza limitato nel fatturato. Il gruppo chiude il primo semestre del 2015 con un utile netto di 15,5 milioni di euro, +2,7% rispetto alla prima metà del 2014; i ricavi si sono attestati a 200,3 milioni (+9,3%) e il margine operativo lordo a 33,4 milioni. L’indebitamento a fine giugno era pari a 78,3 milioni di euro, anche per effetto di investimenti per 20,7 milioni nella prima metà del 2015.

Crescita ovunque Il fatturato – segnala il gruppo in una nota – è cresciuto «in tutte le aree geografiche». Nell’area della ‘Grande Cina’, in particolare, la crescita è stata del 14,5% a fine giugno, a quota 11,9 milioni di euro, ma la zona mantiene «un peso limitato e pari al 5,9%». Nel Nord America i ricavi del gruppo umbro del cachemire sono aumentati nel semestre del 25,8%, in Europa del 5,3% e in Italia (che pesa oltre il 18% sul totale) dell’1,8%.

Anche 2016 positivo «Siamo molto soddisfatti di questo primo semestre, consideriamo questi dati eccellenti ed, essendo passati ormai i due terzi dell’anno, immaginiamo un fine anno bellissimo», commenta il presidente e ad, Brunello Cucinelli. Quanto al 2016, «sarà un anno molto interessante con una crescita a due cifre».

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