Il Comune di Terni è stato negli ultimi giorni al centro dell’attenzione per aver preso la decisione di costituirsi parte civile nel processo per l’omicidio Livi, la cui sentenza è stata emanata nella giornata di mercoledì 22 luglio. Oggi, il coordinamento comunale di Forza Italia, oltre a sostenere la scelta dell’ente, si chiede perché questo abbia preso la decisione di costituirsi parte civile anche per il procedimento Asm, che prevede capi di imputazione come mobbing e disastro ambientale.
Plauso a Comune In prima battuta, nella nota diffusa da Forza Italia si legge la soddisfazione per la decisione del Comune di Terni di costituirsi parte civile: «I componenti del Coordinamento Comunale di Forza Italia Terni – si legge – vogliono rivolgere un plauso sincero a Francesca Malafoglia (vicesindaco, n.d.r.) per la scelta di richiedere la costituzione di parte civile del comune di Terni in ogni processo che punti a punire il femminicidio nella speranza, ovviamente, che vicende analoghe a quella che ha visto come protagonista la povera Laura Livi non si ripetano più».
Procedimento Asm Dal plauso, poi, si passa al quesito, chiedendosi se il Comune non avesse dovuto costituirsi parte civile anche in un altro procedimento, quello relativo ad Asm. «Proprio in virtù della giustezza della posizione espressa dal vicesindaco ternano – continua la nota – come esponenti di un partito politico liberale, ci chiediamo perché tale intento nei confronti di questo odioso crimine non sia stato né promosso e né incoraggiato per un altro processo in corso che vede coinvolti, tra gli altri, anche l’ex sindaco Raffaelli. Stiamo parlando ovviamente del procedimento Asm, dove i capi d’imputazione sono assai gravi e rispondono ai nomi di mobbing e, soprattutto, disastro ambientale».
Comune dia risposte Il coordinamento chiede dunque che il Comune risponda sulla mancata iniziativa di prendere parte al procedimento Asm: «Si sta valutando se – dice Forza Italia – per la mala gestione della partecipata comunale, non abbiano visto la luce forme tumorali causa di numerosi decessi tra i dipendenti della stessa società. Ebbene, riteniamo che le motivazioni, da parte di palazzo Spada, per comparire come parte offesa in un processo di tal fatta, non sarebbero di certo mancate. Del resto, anche nel caso che vede coinvolta l’azienda multiservizi sembra siano state negate la dignità e la volontà di persone ignare della sorte che le attendeva. Lo diciamo – concludono – con il massimo rispetto per vicende private dolorose e senza alcun intento di dar luogo a speculazioni politiche. Vorremmo solo delle risposte. Tutto qui».
