di F.M.
Sono cinque gli indagati nell’ambito dell’inchiesta che venerdì scorso ha portato i militari del Nas e della sezione di polizia giudiziaria negli uffici dell’assessorato alla Sanità al Broletto. A darne notizia è La Nazione. Secondo il quotidiano, sarebbero stati recapitati cinque avvisi di garanzia: a tre funzionari dell’assessorato e a due farmacisti. Tra le accuse ci sarebbe anche quella di «associazione per delinquere finalizzata alla gestione e alla distribuzione di farmaci», oltre a quelle di truffa e abuso d’ufficio.
Perelli Secondo quanto trapela dall’indagine blindatissima, tra gli indagati ci sarebbe il dottor Antonio Perelli, che, oltre ad essere il presidente del Collegio dei Maestri venerabili dell’Umbria, è stato fino a pochi mesi fa – è in pensione da pochi mesi – a capo dell’ufficio autorizzazioni e accreditamento dell’assessorato regionale alla Sanità.
Autorizzazioni Al centro dell’indagine, per quanto fino ad ora è stato possibile apprendere, ci sarebbero delle autorizzazioni alle farmacie per la vendita in blocco di specialità medicinali, tra cui anche gli oppiacei: motivo per cui nella provvisoria ipotesi di reato recapitata ad alcuni degli indagati c’è anche la cessione di stupefacenti. Cioè, le due farmacie coinvolte, una a Perugia e una in provincia, avrebbero venduto come grossisti questi medicinali, pur non avendo quelle autorizzazioni.
Indagine Ed è proprio su questo passaggio che gli inquirenti stanno indagando: non è ancora chiaro cosa ci sia dietro questa ipotesi di reato e per quale motivo, o quale tornaconto gli indagati possano aver stretto questo patto che ipotizza la procura. Sicuramente, dopo le perquisizioni e le acquisizioni all’assessorato, i carabinieri avranno da studiare molto attentamente le tante carte che hanno in mano.
