Nasce “A voce libera”, l’associazione che si propone di «tentare di costruire l’Umbria di domani». La presentazione è avvenuta sabato mattina nella sala Fiume di Palazzo Donini. Tra i promotori l’atleta Luca Panichi e l’ex coordinatore del Pd di Perugia Franco Parlavecchio.
Contro la sfiducia Durante la presentazione si è parlato di «come vorremmo l’Umbria nei prossimi anni, quale potrebbe essere la sua vocazione, quali le esigenze del territorio e dei suoi futuri abitanti. Solo la rete delle persone, delle loro competenze – è stato detto – possono e devono fare la differenza. Il nostro vuole essere un luogo aperto di incontro, un contenitore di idee e proposte sul futuro della nostra Regione, uno stimolo per le istituzioni locali e regionali. Insieme vorremmo creare momenti di partecipazione e condivisione di idee e di intenti per uscire da questo momento di esasperato egoismo e di evidente sfiducia generica e generalizzabile a tutto e a tutti, in particolare nei confronti delle Istituzioni e della classe dirigente politica. L’astensionismo a cui abbiamo assistito alle scorse elezioni regionali è solo una conseguenza dell’attuale situazione. Si cambia solo se c’è partecipazione reale, fattiva ed emotiva, solo se ci si mette in prima linea a dare il proprio contributo».
Approccio diverso Per i promotori «la passione e la creatività non sono mai mancate e non sono mai state un limite, se vogliamo possiamo sicuramente creare una rete di programmi e di progetti per una visione di futuro per i nostri territori. L’associazione – hanno aggiunto – non è tematica, non si occuperà di un solo argomento ma passerà dalla questione della sicurezza alla scuola, al sociale, all’ambiente, al tema dei diritti delle persone e degli animali, della implementazione degli strumenti di partecipazione democratica alla elaborazione dei programmi. E’ l’approccio che è diverso, è una visione di insieme che guarda all’Umbria che vorremmo. Questa associazione mette al centro le persone e nasce da un gruppo che ha deciso di collaborare per costruire una rete di valori e di progetti. Si progredisce partecipando e noi vogliamo dare il nostro contributo. Noi ci mettiamo in prima linea per guardare oltre il muro».
Astensionismo «Questa è una rete di persone -dice Franco Parlavecchio – che hanno deciso di impegnarsi sui temi della città e della Regione. Vogliamo pensare come saranno da qui ai prossimi 20 anni, per stimolare le istituzioni e soprattutto creare forme di partecipazione dopo l’astensionismo delle ultime elezioni regionali. Pensare che hanno votato il 55% delle persone, e di queste il 5% ha votato scheda bianca o nulla, vuol dire che nella nostra regione dove eravamo abituati ad altissime forme di partecipazione, comincia a prendere piede un fenomeno che deve allarmare».
