di Fra. Mar.
Verrà eseguita lunedì l’autopsia sul corpo dell’appuntato scelto Emanuele Lucentini, morto sabato mattina per un colpo partito dall’M12 che aveva in mano il collega, e che lo ha colpito alla nuca. Il pubblico ministero della procura di Spoleto di turno il giorno della tragedia, conferirà l’incarico lunedì mattina e l’esame autoptico dovrebbe iniziare subito dopo. Ad effettuarlo saranno il professor Mauro Bacci e la dottoressa Anna Maria Verdelli.
Accertamenti Accanto agli accertamenti medico legali, il sostituto procuratore Michela Petrini disporrà verosimilmente anche una perizia balistica, perché è fondamentale capire se la dinamica è quella che emerge dalle parole del carabiniere che per sbaglio ha ucciso il suo collega. Nulla lascia pensare il contrario, ma alcuni accertamenti sono indispensabili proprio per cristallizzare il fatto che si sia trattato di un terribile incidente.
Ha inciampato E, secondo quanto trapela dallo stretto riserbo che sta caratterizzando le indagini, il carabiniere che aveva in mano l’M12, sarebbe inciampato, e, in quel frangente, la mitraglietta ha ‘scarrellato’, esplodendo il colpo che purtroppo è finita contro la nuca di Emanuele Lucentini. Il proiettile lo ha centrato in pieno e non di rimbalzo e, a distanza abbastanza ravvicinata. Purtroppo gli ha lasciato solo un paio d’ore di vita. Il conosciutissimo e l’amatissimo carabiniere infatti è morto poco dopo all’ospedale di Foligno.
La sicura? L’M12 è una mitraglietta che ha delle peculiarità, e quella che probabilmente verrà maggiormente scandagliata in questo caso, è quella legata alle sicure dell’arma stessa. Due, o anche tre, a seconda del modello. Certamente l’M12 ‘carica’ istantaneamente il proiettile – è una delle peculiarità dell’arma -, ma è altrettanto certo che, questo può avvenire solo se le sicure non sono inserite. Impossibile non chiedersi perché non lo fosse.
