La centrale di Bastardo

di D.B.

Decidere insieme il futuro della centrale Enel di Bastardo e dell’impianto a turbogas di Pietrafitta. Azienda, Regione, sindacati e sindaci di Giano, Gualdo, Paciano, Piegaro e Panicale nelle scorse ore si sono seduti intorno al tavolo tecnico per la riqualificazione dei due impianti, entrambi parte del progetto di Enel chiamato «Futur-E». Lanciato lo scorso mese a livello nazionale, prevede un percorso decisionale condiviso con istituzioni e comunità locali per studiare ipotesi di riconversione o riqualificazione. In totale interessa 23 impianti in Italia (alimentati a fonti fossili) per i quali ci sono tre possibilità: riconversione per poter utilizzare altre tecnologie o fonti di energia (come le rinnovabili), impianti inglobati nel tessuto urbano e non più pensabili come impianti per produrre energia e altri per i quali, pur non essendo all’interno di città, Enel pensa di lanciare concorsi di idee per ridisegnarne il futuro.

Innovazione Al momento nessuna centrale è stata inserita in un gruppo preciso e obiettivo generale è quello di «realizzare un sistema energetico fondato sull’innovazione e sulla sostenibilità in virtù dei cambiamenti a livello globale e nazionale avvenuti nel settore dell’energia». Il futuro delle centrali sarà deciso insieme ai territori e per quanto riguarda quelle umbre è probabile un’ipotesi che guardi all’utilizzo di tecnologie più moderne. Per quella di Bastardo i progetti di Enel parlano di una chiusura o di una riconversione entro il 2019. La centrale a carbone, che si estende su 14 ettari ed è in grado di generare 150 megawatt, negli ultimi anni ha visto diminuire in modo sensibile la produzione essendosi ridotta la richiesta da parte del mercato. Qualche numero aiuta a capire: nel 2010 le ore di funzionamento ammontavano quasi a cinquemila mentre nel 2014 hanno di poco superato le cento.

Numeri Quanto alle due sezioni turbogas di Pietrafitta, la cui costruzione risale agli anni 1978-1980, soffrono di un ridottisimo utilizzo e sono nate con lo scopo di fornire energia quando ci sono picchi particolari da soddisfare, e sono in grado di generare oltre 170 megawatt, mentre l’impianto a ciclo combinato che sorge nelle immediate vicinanze (non interessato dal progetto) produce 365 megawatt. Prima dell’estate è previsto un altro incontro nel corso del quale Enel metterà sul tavolo i suoi progetti per i due impianti e ascolterà quelle che sono le opinioni dei territori. Decisioni che poi verranno discusse con le istituzioni e le zone interessate. Un percorso che, realisticamente, non si concluderà prima di due o tre anni.

Twitter @DanieleBovi

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