di Mas. Col.
Due anni di reclusione per sfruttamento della prostituzione. Questa la condanna inflitta martedì mattina dal collegio dei giudici del tribunale di Terni ad un albanese di 23 anni. Nell’ambito dello stesso procedimento, relativo alle indagini dei carabinieri di Amelia del 2010, assoluzione invece per un cinquantenne di Narni e un trentenne albanese.
La sentenza In aula martedì mattina il collegio dei giudici, presidente Angelo Maria Socci, ha dunque condannato a due anni di reclusione il giovane albanese, con l’accusa di sfruttamento della prostituzione, sostenuta dal pubblico ministero Raffaele Iannella dopo che le indagini dei carabinieri erano state coordinata dal pm Elisabetta Massini. Secondo la ricostruzione del fascicolo d’indagine il condannato, all’epoca appena 19enne, aveva messo in piedi un ‘giro’ di sfruttamento di prostitute soprattutto romene, insieme ad un connazionale che ha già patteggiato, proprio tra Terni, in particolare nella zona del cimitero, e Narni.
Le assoluzioni A partecipare a questo meccanismo, che comportava anche lo spaccio di stupefacenti (accusa però caduta per l’albanese) secondo l’accusa erano anche gli altri due imputati, un 50enne di Narni e un 29enne anch’egli albanese. Entrambi, difesi dagli avvocati Dino Parroni e Francesco Mattiangeli, sono stati assolti da tutti le accuse ‘per non aver commesso il fatto’.
