Il nuovo modello di circolazione introdotto dall’azienda ospedaliera nel piazzale d’ingresso del Santa Maria non piace agli utenti. «La situazione invece di migliorare è peggiorata», scrive in una lettera M.F., figlio di un paziente del reparto di oncologia.
Troppe quattro corsie «Sono il figlio di un paziente oncologico – si legge nella lettera – che deve recarsi due volte alla settimana in ospedale. L’idea di invertire la viabilità interna secondo me e secondo molta gente che lavora in ospedale, è controproducente. I problemi principali sono tre. Il primo è l’aver creato quattro corsie all’uscita di viale Tristano di Joannuccio. Fino a qualche anno fa erano due. Si entrava in ospedale dalla corsia di destra e si usciva da quella di sinistra e non sussistevano problemi. Ora con quattro corsie (due per ogni senso di marcia) è inevitabile che le automobili vadano ad ostacolarsi tra di loro».
La sbarra non è utile «Il secondo problema è l’istituzione del parcheggio laterale, con ingresso regolato da una sbarra elettronica che ostacola il flusso delle automobili che devono entrare. Le automobili che aspettano di entrare nel parcheggio laterale, bloccano l’uscita di quelle che escono dall’interno. A ciò evidentemente si aggiunge il terzo problema, ovvero la sosta selvaggia nell’area antistante l’entrata di viale Tristano di Joannuccio. Non serve invertire la viabilità interna, spendendo soldi pubblici, basta risolvere questi tre problemi. Oltretutto la viabilità al contrario, produrrebbe altri problemi di cui ora non si tiene conto».
Caos all’obitorio «Con l’entrata delle autovetture dall’ obitorio, si andrebbe ad intasare una zona che dovrebbe essere chiaramente libera per lo svolgimento delle funzioni funerarie. Ad ogni funerale ci sarebbe un blocco importante della viabilità, poiché chi entra in ospedale si troverebbe una lunga fila di fronte. È impensabile che chi deve accedere in ospedale debba passare di fronte all’obitorio. Oltretutto, la stradina che sale e viene verso l’ospedale è strettissima e frequentata dai ragazzi in cura al Sert. Questa soluzione sarebbe deleteria per i pazienti oncologici ed oncoematologici, che arriverebbero di fronte ai propri servizi, con molta più difficoltà. Oltretutto, non trovando parcheggio in loco, i familiari sarebbero costretti ad uscire e rientrare, dovendo a quel punto percorrere un chilometro, vista l’entrata così distante. Con l’entrata dalla parte dell’eliporto, si dovrebbe transitare all’interno del parcheggio».
Viale VIII Marzo «Anche se la direzione ospedaliera afferma il contrario, se ne deduce che il transito all’interno di quel parcheggio così caotico, provocherebbe sicuramente dei grossi rallentamenti sia per i dipendenti che per i pazienti. Inoltre, via VIII marzo all’altezza dell’eliporto è una strada ad alta velocità, quindi l’ingresso delle numerose autovetture sarebbe molto pericoloso. Prima che vengano adottati provvedimenti sconsiderati, si chiede a nome di tutti i cittadini e di tutti i pazienti, che sia rivista questa soluzione che porterebbe solo ulteriori problemi ed una spesa di 400.000 euro di soldi pubblici».
Le soluzioni «Le soluzioni molto più semplici sono quelle di risolvere i tre problemi segnalati, ossia due corsie invece di quattro, risolvere il problema della barra nel parcheggio laterale, evitare la sosta selvaggia. Lasciando tutto come è, senza spendere denaro pubblico, si potrebbe facilmente fluidificare la viabilità interna, magari creando nuovi parcheggi interni ed esterni».
