di Barbara Isidori
Vincere va bene. Forse, però, sarebbe stato meglio farlo senza un finale al cardiopalma come ha vissuto il Perugia contro la Pro Vercelli. Una gara dominata il lungo e in largo dai padroni di casa che, evidentemente sicuri del risultato, si sono lasciati andare a cali di tensione davvero imperdonabili. Un aspetto da non sottovalutare e che ha fatto andare su tutte le furie prima mister Camplone e poi capitan Comotto che, come ha lui stesso affermato, ha strillato ben bene i suoi compagni nell’immediato dopo gara. «Sono ancora senza voce da quanto ho urlato per evitare la beffa – ha detto il tecnico -. Non è possibile sopportare una sofferenza bestiale come quella che abbiamo vissuto. Abbiamo giocato bene per 70 minuti e poi abbiamo fatto quello che non dovevamo. Smettere di far girar palla e buttato palloni davanti per far guerra. Cosa che non è assolutamente nelle nostre corde. E non facciamo neanche la scelta giusta perché sarebbe stato più sensato calciare da dietro per Ardemagni e non per Lanzafame, vista la diversa stazza dei due. Dobbiamo capire che noi siamo tagliati solo per giocare a calcio e non per fare altro».
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Motivazioni Andare a ricercare il perché di questi cali di tensione è quasi impossibile visto che al Perugia capitano praticamente sempre. Un rischio alto per la formazione biancorossa che, vista la classifica, potrebbe anche aspirare a qualcosa in più. «La squadra – secondo il mister – sente tanto la situazione in cui ci siamo cacciati e la pesantezza della pista in palio che c’è in ogni partita. E spesso soffriamo nelle gestione della gara perché perdiamo la lucidità e la concentrazione che servirebbero. Dobbiamo imparare a stare calmi per non complicarci la vita da soli. Comunque contro la Pro Vercelli erano importanti i tre punti e nonostante tutto li abbiamo portati a casa. Per evitare di prenderci qualcosa dovremo essere bravi a non ripetere più certi errori».
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Cambi Qualcuno ha avuto da ridire sulla gestione dei cambi. Forse troppo azzardati anche da parte del tecnico. «Dalla panchina mi aspettavo qualcosa in più anche se tutti si sono sacrificati molto. Nel complesso è mancata a tutti la lucidità per chiudere la partita ma la classifica dice che siamo ancora a ridosso della zona calda e non ci possiamo addormentare».
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Nuovi ruoli Nella gara contro la Pro Vercelli si è rivisto in campo da titolare Lanzafame nel ruolo di Fabinho con il giocatore brasiliano dirottato sulla fascia al posto di Crescenzi. Soddisfatto? «Fabinho, se crede, in quel ruolo può essere davvero devastante perché quando parte non lascia scampo a nessuno ed ha un cambio di passo straordinario. Davide a tratti a fatto bene e in altri meno. Deve ancora lavorare molto per essere riproposto in quel ruolo».
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Avellino Chiusa la parentesi Pro Vercelli per il Grifo si apre un’altra settimana dura con in vista la difficile trasferta di Avellino nella quale mancherà Fossati perché dovrà scontare, per il giallo rimediato, un turno di squalifica. «La sua sarà un’assenza importante ma ho visto che Taddei ci potrà dare una grande mano. Valuteremo durante gli allenamenti ma mentalmente dovremo essere pronti ad affrontare una vera e propria battaglia» ha concluso Camplone.
Gianluca Comotto Arrabbiatissimo forse non rende l’idea della faccia del capitano dei grifoni nell’immediato dopo gara. «Sabato scorso avevo fatto i complimenti ai miei compagni per il bel secondo tempo contro il Lanciano mentre per la gara contro la Pro Vercelli dobbiamo prendere per buono solo il risultato. Abbiamo giocato una brutta partita nella quale abbiamo avuto dei cali di tensione inammissibili. Sono molto nervoso perché ne avevamo già parlato e questo aspetto mi preoccupa molto. Perché o non capiamo o chi parla non si spiega bene. Bisogna migliorare. È da inizio anno che lo diciamo e forse adesso inizia ad essere un po’ troppo tardi. Ci sono giocatori importanti nel Perugia che potrebbero giocare in serie A e farlo con la casacca biancorossa. Così invece non andiamo da nessuna parte. La speranza è l’ultima a morire ma comincio a perderla. Con i miei compagni mi sono fatto sentire e spero stavolta l’abbiano capita. Un 3-0 secco ci poteva dare una grande carica invece che tutta questa rabbia».
Matteo Ardemagni Il giocatore biancorosso ormai ha il vizio del gol e non solo. Perché oltre a segnare ha dato una solidità offensiva che al Perugia mancava come il pane. E i suoi voti a fine gara sono sempre altissimi. «Sono molto contento – dice – che sia arrivato un altro mio gol, sopratutto in casa davanti ai miei tifosi. Corro sempre verso di loro perché non ho ancora mai segnato sotto la Nord che mi regala sempre emozioni splendide. Quando ero qui 10 anni fa non ho ai avuto l’occasione ed ora che segno mi piace troppo sentire il calore dei tifosi. Sono però altrettanto è più contento per la vittoria che arriva dopo quello strano pareggio contro il Lanciano che ci aveva lasciato un po’ di rammarico. Purtroppo ci siamo complicati la vita da soli e dobbiamo migliorare molto sotto l’aspetto mentale. Bisogna tenere alta la concentrazione fino al triplice fischio finale perché in serie B non perdona nessuno. Abbiamo giocato fino al 70′ e poi siamo calati. Forse eravamo un po’ stanchi e pensavamo di avere già la vittoria in tasca. In settimana ne parleremo ed è giusto che Comotto è il mister siamo arrabbiati. La vittoria comunque ci servirà per affrontare meglio l’Avellino che ha una piazza calda e che troveremo molto arrabbiato per la sconfitta subita a Lanciano. Ci prepareremo per affrontare una vera e propria battaglia».
Casa Pro Vercelli A parlare per gli ospiti è il tecnico Scazzola, beffato dal triplice fischio, quando sperava nel miracoloso pareggio dei suoi. «La partita per noi è iniziata in salita quando ci siamo segnati l’1-0. Abbiamo commesso molti errori che è giusto pagare. Il pareggio ci poteva stare perché di occasioni ne abbiamo create tante e ci abbiamo creduto fino alla fine. Se fossimo stati più attenti dall’inizio torneremmo a casa con un punto in tasca».
