Dopo le parole ora bisogna passare ai fatti. Questa l’indicazione sottolineata da Marco Cecconi, capogruppo in consiglio comunale per Fratelli d’Italia-Allenaza Nazionale, che in una nota torna sul caso Briccialdi. Il tutto dopo che il faccia a faccia tra il consiglio di palazzo Spada e la commissione controllo e garanzia che ha fatto il punto sulla situazione economica in essere tra i due enti.
L’atto di indirizzo «La strada intrapresa dalla giunta per riscrivere le regole del rapporto tra il Comune e il Briccialdi – scrive Cecconi – stando ai recenti annunci dell’assessore Armillei, sembra andare nella direzione che abbiamo più volte segnalato, a partire da quel mio atto di indirizzo che porta la data del settembre scorso, dal quale tutto è iniziato. Un atto di indirizzo da cui poi ha preso le mosse il lavoro della commissione e che ha indotto gli uffici comunali a prendere carta e penna per la prima volta, per richiedere al Briccialdi la restituzione dei suoi debiti maturati da anni e anni con Palazzo Spada. Lo stesso atto che il sindaco Di Girolamo si affrettò subito a dichiarare che l’amministrazione avrebbe fatto proprio».
Elementi critici Per Cecconi esistono diversi elementi tra le più recenti dichiarazioni d’intenti della giunta e quanto chiesto dal suo atto in origine. «Eliminare gli equivoci e le storture degli ultimi anni, superare le criticità dell’attuale convenzione, verificare i costi e le reali necessità della dotazione di personale amministrativo e docente, rendere più efficienti i rapporti tra i due enti. La coincidenza tra queste dichiarazioni della giunta e ciò che andiamo chiedendo da sei mesi non può che essere registrata con favore. Certo, alcune di queste cose avrebbero dovuto essere già fatte, semplicemente applicando la convenzione vigente. I debiti del Briccialdi con il Comune dovranno essere saldati: siamo stati i primi a chiederlo e per il personale attualmente comandato non saranno ammesse da parte nostra soluzioni pasticciate. In termini economici, il Briccialdi avrà dal Comune quello che gli serve davvero perché sia valorizzato un presidio formativo d’eccellenza qual è. In termini di regolamenti e procedure, le censure mosse da Armillei all’operato della commissione controllo e garanzia servono a poco: perché, quando si infilano le dita nella marmellata, la colpa non può essere di chi ti becca con le mani nel barattolo. In termini politici, qui non c’è nessuno che strumentalizza niente: semmai c’è solo qualcuno che, come io ho cercato di fare, prova a rendere un servizio ai conti pubblici e alla collettività. Ed anche al Briccialdi».
