Tk-Ast (Foto U24)

di Chia.Fa.
Twitter @chilodice

Il via libera dell’amministratore delegato di Tk-Ast Lucia Morselli sarebbe arrivato giovedì. E oggi dopo quasi 6 mesi di stop, risultano in pagamento tutte le fatture scadute nel 2014 recapitate in viale Brin delle circa 130 aziende che compongono l’indotto del sito siderugico, le stesse che da luglio sono in attesa di incassare le spettanze.

LA VERTENZA AST

Dopo 6 mesi saldate le fatture dell’indotto Ufficialmente Tk-Ast non ha comunicato alcunché, ma da diversi ambienti sindacali si conferma il disco verde ai pagamenti lungamente attesi non solo dagli imprenditori, ma anche dai lavori, alcuni dei quali rimasti a lungo senza stipendi. Dare consistenza economica all’operazione non è cosa semplice, c’è chi dice che ci si aggira intorno ai 150 milioni, chi ampiamente oltre quota 200 milioni. Di differenza naturalmente ce n’è, anche se in ogni caso la boccata d’ossigeno è assicurata.

Sindacati e istituzioni a confronto sull’indotto Qualcosa in più si potrebbe capire lunedì prossimo alla sala degli Edili (zona Fiori) dove alle 10 confluiranno, proprio su iniziativa delle Rsu e Ras dell’indotto Tk-Ast, i tre segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Mario Bravi, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini. All’ordine del giorno la situazione delle 130 aziende ternane che offrono servizi e lavorazioni al sito siderurgico, in questa fase in grosso affanno, non solo a causa del ritardo dei pagamenti, ma anche per lo sconto del 20% sulle fatture richiesto dalla direzione di viale Brin. All’appuntamento di lunedì sarebbero attesi anche rappresentanti delle istituzioni locali.

LA STORIA DI AST IN UN MINUTO

Per marzo 70 mila tonnellate d’acciaio, ma non bastano Intanto giovedì pomeriggio i segretari provinciali dei metalmeccanici sono tornati a incontrare il management delle acciaierie. Qui sono state confermate per il mese di marzo commesse pari a quasi 70 mila tonnellate che, se da una parte segnano un aumento dei volumi, dall’altra non scongiurano il rischio di qualche giorno di fermata. Contestualmente è stato spiegato  che sono stati messi in cassaforte nuovi ordinativi, mentre altri dovrebbero essere assicurati a breve, con circa nuovi 40 clienti. Dettagli sui volumi di queste partite, però, non ne trapelano e nuovi incontri su approvvigionamento e società controllate sono stati richiesti dalle organizzazioni per i prossimi giorni.

Allarme Società delle Fucine Al tavolo con l’azienda dovrebbero tornare anche le Rsu per discutere la riorganizzazione, ma in attesa dei consigli di fabbrica e delle assemblee, a far suonare l’allarme sono le Rsu della Società delle Fucine (Sdf) che in termini di prospettive parlano di «segnali parzialmente negativi ed assolutamente preoccupanti». In particolare, a far alzare la guardia formalmente ai rappresentati di Fiom e Uilm non sono tanto i volumi produttivi «seppur non significativi, ma gli aspetti qualitativi del prodotto che seguono da lungo tempo un costante trend al ribasso col rischio di generare effetti devastanti per il positivo mantenimento produttivo della società».

Sicurezza e ambiente, Rsu chiedono scelte radicali Non solo. «Ad aumentare la preoccupazione – si legge in una nota – sono gli indicatori di ambiente e sicurezza sul lavoro che, con gli ultimi infortuni avvenuti, rischiano di far emergere un quadro dove si evidenzia un sostanziale disimpegno in termini complessivi da parte dell’azienda. Il fatto che tali infortuni – proseguono – siano avvenuti in un area fortemente strategica per la filiera dei Lingotti, cioè il colaggio sottovuoto, dove tra l’altro, da tempo la gestione interna è stata più o meno ufficialmente criticata, ci spinge a invitare l’azienda a una verifica tanto approfondita quando celere, predisponendosi se risulterà necessario, per il bene dei lavoratori e dell’azienda, anche a scelte radicali».

Audizione ad Morselli in senato Venerdì pomeriggio, infine, il senatore del Pd Gianluca Rossi ha reso noto che mercoledì 18 febbraio alle 14 in commissione industria sarà di scena l’audizione dell’ad Morselli: «Ringrazio il presidente della commissione, Massimo Mucchetti, per l’audizione che avrà per obiettivo la verifica del processo di applicazione dell’accordo sottoscritto a Palazzo Chigi tra Tk-Ast e Mise. Inoltre – prosegue il parlamentare umbro – potremo prendere atto anche dei progressi che stanno facendo i piani e gli accordi di riorganizzazione del sistema produttivo interno ed infine le relazioni con le aziende dell’indotto».

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