Una centrale Enel

di D.B.

Un tavolo tecnico tra istituzioni ed Enel per parlare del futuro delle centrali umbre. Di questo si è parlato giovedì durante un incontro tra l’assessore regionale all’Ambiente Silvano Rometti, i sindaci di Gualdo Cattaneo Andrea Pensi, di Panicale Giulio Cherubini e di Piegaro Roberto Ferricelli e la delegazione di Enel guidata dal responsabile Affari istituzionali territoriali Donato Leone. L’incontro segue quello svoltosi a metà novembre tra la presidente della Regione Catiuscia Marini e l’amministratore delegato di Enel Francesco Starace. Sul tavolo c’è il progetto di riorganizzazione pensato dall’azienda e la riconversione delle centrali umbre nell’ambito dell’accordo, firmato da Enel e Regione, che punta a promuovere l’uso efficiente dell’energia, a produrre da fonti rinnovabili e a ridurre le emissioni.

I piani Molto dipenderà da ciò che Enel ha in mente per i due siti: Starace a Marini e Rometti ha promesso, entro febbraio, dei piani di riconversione per Bastardo e Pietrafitta, da condividere poi con istituzioni e sindacati. L’impianto a carbone di Bastardo dovrebbe essere chiuso o riconvertito entro il 2019, mentre per quanto riguarda la centrale a ciclo combinato di Pietrafitta, i problemi riguardano lo scarso utilizzo. Spento a ottobre il vecchio impianto a turbogas, quello a metano entra in funzione solo a chiamata quando ci sono picchi di richieste particolarmente elevati da soddisfare, tanto che nel 2014 la centrale ha lavorato solo per una manciata di giorni. Una situazione che ha spinto i sindacati a chiedere a gran voce investimenti per far tornare l’impianto redditizio.

Dottorini Sul futuro di Bastardo chi ha le idee chiare è Oliviero Dottorini, consigliere regionale Idv e presidente dell’associazione Per un’Umbria migliore che, in una nota, spiega che «occorre riconvertire la centrale di Gualdo Cattaneo escludendo ogni ipotesi di combustione. Il consiglio regionale si è già espresso su questa vicenda prevedendo in maniera esplicita l’esclusione di ogni possibilità di utilizzo di biomasse, rifiuti o altro materiale inquinante. Da lì occorre ripartire per individuare proposte sostenibili che siano davvero in grado di coniugare la necessità di mantenere i posti di lavoro, con progetti di green economy e di promozione di un territorio vocato al turismo e all’eccellenza agroalimentare».

Twitter @DanieleBovi

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