Ospedale di Perugia, foto Fabrizio Troccoli

di Francesca Marruco

Ci sono undici medici indagati per la morte in corsia di M.L., un 72enne pensionato deceduto lunedì scorso al Santa Maria della Misericordia di Perugia. Il pubblico ministero Valentina Manuali ipotizza il reato di omicidio colposo nei confronti di quattro chirurghi e sette anestesisti che a vario titolo sono intervenuti sul paziente. Tre, le operazioni cui è stato sottoposto. L’uomo entra in ospedale i primi di dicembre a causa di un tumore al colon, viene operato il 9 dicembre e un paio di giorni dopo – l’11 – deve tornare sotto i ferri, quindi la rianimazione e l’ultimo intervento che anticipa il decesso.

Autopsia Venerdì la procura affiderà l’incarico al medico legale Massimo Lancia che eseguirà l’autopsia alla quale prenderanno parte i consulenti Mauro Bacci (per i chirurghi), Sergio Scalise Pantuso, ed Antonio Galzerano (per gli anestesisti). Gli agenti del posto fisso dell’ospedale, in seguito alla denuncia presentata dai familiari della vittima, hanno acquisito le cartelle cliniche trasmesse al magistrato. L’esame autoptico sarà utile a sciogliere i dubbi sulle presunte colpe professionali. L’iscrizione nel registro degli indagati, per alcuni sanitari, è un atto dovuto. Il paziente – si è appreso – nei mesi scorsi era stato sottoposto a cicli di radioterapie, la famiglia si è affidata all’avvocato Federica Pala.

Tre interventi e nessuna spiegazione Dopo il primo intervento l’uomo venne riportato in reparto, si svegliò e iniziò ad accusare dei dolori all’addome. Di lì venne deciso di effettuare un secondo intervento – anche se al momento non è stato possibile stabilire per quale motivo-, e in seguito il paziente venne trasferito in rianimazione. Siamo all’11 dicembre. Una decina di giorni dopo l’uomo viene nuovamente operato. E’ di pochi giorni fa la morte. La famiglia vuole vederci chiaro e ha sporto denuncia contro ignoti. Sarà l’autopsia a chiarire, almeno in parte, l’accaduto.

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