Fr. Michael A. Perry, (al centro) ministro generale frati Minori, ad Assisi in occasione della visita di Papa Francesco. Foto Fabrizio Troccoli

di Ivano Porfiri e Maurizio Troccoli

La parola più ricorrente è «grave». Il ministro generale dei frati minori la ripete sei volte nella lettera inviata a tutti i confratelli in cui illustra la situazione di crisi finanziaria dell’ordine, frate Michael Perry. Ovvio che il primo pensiero vada alla città francescana per eccellenza, cioè Assisi dove i frati custodiscono la Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove si trova la Porziuncola, oltre a Santa Chiara, San Damiano, l’Eremo delle carceri, dove si assiste alla vicenda con «sgomento». E’ bene specificare che la situazione riguardi l’economato generale, quindi non direttamente i conventi umbri, e che si tratti dei frati minori, non dei conventuali, custodi del Sacro convento.

Stabilità finanziaria «Nell’impegno di vivere come figli della luce – scrive frate Perry – io e il Definitorio generale vogliamo portare alla luce una grave situazione in cui la Curia generale dell’Ordine si trova. La questione riguarda la stabilità finanziaria dell’Ordine e del suo patrimonio. Se da una parte la nostra prima preoccupazione è stata e continua a essere quella di verificare la natura, l’entità e le conseguenze di quanto è avvenuto, dall’altra riconosciamo anche il ruolo significativo che alcune persone esterne, che non sono membri dell’Ordine, hanno avuto nella faccenda, che ha portato a questa grave situazione».

Indagine avviata Il ministro spiega come a settembre, il Definitorio generale ha deciso di intraprendere «una serie di passi per condurre un’indagine interna riguardo alle attività finanziarie operate dall’Ufficio dell’Economato generale». È stata perciò creata una sotto-commissione per raccogliere informazioni affidabili, identificare potenziali punti deboli ed esaminare tutti i documenti disponibili. E’ stato chiesto l’intervento di un team di avvocati altamente qualificati, che stanno ancora continuando a lavorare per l’Ordine. «Le autorità ecclesiastiche competenti – spiega Perry – sono state informate di queste nostre preoccupazioni e, regolarmente, vengono aggiornate sull’evolversi della situazione».

Economo generale via La fase successiva è stata avviata «al fine di riprendere il controllo sulle attività economico-finanziarie della Curia generale. L’Economo generale ha rassegnato le sue dimissioni sia dall’incarico di Economo generale che di Rappresentante Legale. Il Vice-Economo generale ha iniziato ad agire come Economo generale facente funzioni e il Definitorio generale ha nominato un altro frate come Rappresentante Legale. Inoltre è stato scelto un terzo frate, esperto in questioni economiche e amministrative, che è stato nominato Delegato speciale del Ministro generale per gli affari economici della Curia generale e ha iniziato il suo lavoro all’inizio del mese di ottobre 2014».

Grave situazione Il gruppo operativo ha portato avanti l’indagine in maniera indipendente e sono emersi alcuni elementi importanti. «Primo: la Curia generale si trova in una situazione di grave, sottolineo “grave”, difficoltà finanziaria, con un cospicuo ammontare di debiti. Secondo: è emerso che i sistemi di vigilanza e di controllo finanziario della gestione del patrimonio dell’Ordine erano o troppo deboli oppure compromessi, con l’inevitabile conseguenza della loro mancanza di efficacia rispetto alla salvaguardia di una gestione responsabile e trasparente. Abbiamo già intrapreso iniziative appropriate per affrontare queste fragilità. Terzo: sembrano esserci state un certo numero di dubbie operazioni finanziarie, condotte da frati cui era stata affidata la cura del patrimonio dell’Ordine, senza la piena conoscenza e il consenso né del precedente né dell’attuale Definitorio generale».

Coinvolte le autorità civili «La portata e la rilevanza di queste operazioni – aggiunge il ministro – hanno messo in grave pericolo la stabilità finanziaria della Curia generale. Queste dubbie operazioni vedono coinvolte persone che non sono francescane ma che sembra abbiano avuto un ruolo centrale nella vicenda. Per questi motivi il Definitorio generale all’unanimità ha deciso di chiedere l’intervento delle autorità civili, affinché esse possano far luce in questa faccenda». Perry è deciso ad andare avanti anche «incoraggiati dall’esempio offerto da Papa Francesco nel suo appello alla verità e alla trasparenza nelle attività finanziarie sia nella Chiesa che nelle società umane. A noi francescani non è richiesto niente meno che dare testimonianza ai valori che professiamo come fratelli del Vangelo e della vita evangelica, valori messi ancor più in evidenza nella recente pubblicazione L’amministrazione francescana dell’economia. Dobbiamo confidare nel fatto che, seguendo il corso della verità, Dio ci guiderà nel cammino di conversione».

Assisi Colpito nel cuore dell’ordine, ovvero nel fuoco della sua missione originaria, quella che porta alla rinuncia della proprietà di ogni bene, sia in maniera private che comunitaria, a differenza di altri ordini francescani, il nucleo dei frati minori di Assisi si è «stretto in preghiera»m raggelato dallo «sgomento e dalla delusione». Da quanto appreso da Umbria24 a causare il tracollo finanziario ci potrebbero essere delle truffe su cui non è stato esercitato il necessario controllo da parte dei religiosi, alcuni dei quali potrebbero esser complici dei raggiri. «Tutto quello che sappiamo – ha detto padre Pasquale Berardinetti, dell’ordine dei frati minori di Assisi – lo abbiamo appreso dalla lettera  che il ministro generale ha inviato a tutti».

«Siamo solo una provincia» L’ordine francescano che, per propria regola, si impone una manifesta sobrietà e riservatezza, anche in questa occasione, misura con attenzione ogni parola: «Siamo coinvolti dalla vicenda – aggiunge il frate al telefono con Umbria24 – nella misura in cui ci viene fatta richiesta di aiuto. Siamo in attesa di qualche informazione aggiuntiva». Dal luogo in cui nasce la prima cellula del francescanesimo, Assisi, e propriamente la Porziuncola, dove Francesco nel 1217 riunì i primi ‘capitoli’, appresa la notizia ci «si è raccolti in preghiera». «Il ministro l’ha chiesto – ha aggiunto il frate – lo facciamo e lo faremo». Insomma ancorchè gli episodi riguarderebbero la curia generale romana, i vertici dell’ordine, la sede dell’economato centrale, quando dici frati minori francescani tutti guardano ad Assisi: «Proprio per questa centralità – dice ancora sommessamente padre Pasquale – hanno chiamato qui in tanti, pensando che fosse qui la vicenda. Noi ne siamo coinvolti, come dicevo, in quanto frati minori. Insieme ai nostri fratelli proveremo a capirne di più. Ma siamo solo una provincia dell’ordine»

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One reply on “Frati minori in ‘bancarotta’, il ministro generale: «Situazione molto grave». Assisi: «Sgomenti»”

  1. Se bergoglio ha commissariato i Francescani dell’Immacolata,e ancora non si conosce il motivo, cosa mai dovrà fare con questi finanzieri di Dio? Mandarli al rogo?

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