di M. To.
Hanno chiesto, parlato, ascoltato. Poi hanno pensato che quello che stavano facendo non bastava. E allora, da mercoledì mattina, hanno deciso di cambiare atteggiamento. E i 290 studenti del liceo artistico ‘Orneore Metelli’ – che da questo anno scolastico è ‘fuso’ con il liceo classico ‘Tacito’ – hanno occupato la scuola.
«Scuola non a norma» Le motivazioni le spiega Jessica Bedeschi, rappresentante degli studenti: «La scuola non è fornita delle normali dotazioni antiincendio – spiega – tanto che sarebbe agibile per un massimo di 99 persone e si starebbero approntando dei lavori nella sede distaccata che ospita una parte delle nostre attività, all’istituto per geometri, ma a nostro avviso quella sistemazione sarebbe altrettanto precaria, viste le condizioni in cui si trova quello stabile».
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Genitori solidali Fabio Matteucci è un papà, con due figli che frequentano la scuola: «Un centinaio di noi genitori – racconta – abbiamo preso parte alle manifestazioni organizzate dai nostri figli e siamo assolutamente solidali con loro. Spostarli nell’altra sede, ammesso che si riesca a renderla dignitosa, significa rendere difficile, se non impossibile, quel percorso formativo che, in questa scuola più che in altre, è rappresentato dalla possibilità di passare immediatamente dalla fase teorica a quella pratica, eseguendo in laboratorio quelle lavorazioni che si sono progettate su carta».
Le difficoltà Per i ragazzi, spiega Matteucci, «è importante potersi spostare dalle aule ai laboratori con regolarità e continuità, cosa che sarebbe impossibile con la aule che sono dalla parte opposta della città rispetto ai laboratori, sempre che venga approntato il servizio navetta promesso. Sarebbe comunque una soluzione ‘di ripiego e per niente utile alla didattica». E che i ragazzi sappiano il fatto loro lo dimostrano i riconoscimenti e i premi ricevuti.
La scuola Il dirigente scolastico, la professoressa Maria Rita Chiassai, non c’è e il professor Paolo Bonifazi dice che «i lavori che si stanno facendo nella sede identificata la metteranno in condizione di ospitare, in sicurezza e decoro, i nostri studenti e le loro proteste sono, da questo punto di vista, ingiustificate. Come è grave la decisione assunta di occupare la scuola».
Le promesse Ma Fabio Matteucci non è d’accordo: «I ragazzi, e noi con loro, hanno parlato con il sindaco e presidente della Provincia e anche con il prefetto – spiega – ma l’impressione è che la decisione fosse stata già presa e che fosse irrevocabile. Da qui è nata la loro decisione che, ripeto, molti genitori condividono in pieno».
