di Fabio Toni
Altro che malocchio. Così tanti incidenti, quasi sempre con le stesse persone di mezzo, non si erano mai visti. La ‘maledizione’ ha accomunato per diverso tempo due amici-colleghi, entrambi agenti della Forestale. In due anni, fra il 2009 e il 2011, sono stati capaci di collezionare almeno tre incidenti a testa, uno anche insieme mentre erano in servizio a bordo dell’auto del Comando di Terni. Lasciamo stare poi le disgrazie appena prestavano la propria moto o l’auto a un amico: andava di sicuro a sbattere contro qualcuno o qualcosa. Al tempo gli avranno pure consigliato un esorcista: «Eh, che ci vuoi fare. È un periodo così. Passerà». E in effetti è finito tutto. Ma forse, per loro, era meglio prima.
‘Associazione a delinquere’ I due, entrambi ternani di 41 anni, secondo gli inquirenti facevano parte della ‘cabina di regia’ che organizzava, gestiva e coordinava i finti incidenti al solo scopo di incassare i ricchi risarcimenti delle assicurazioni. Insieme a loro, un assicuratore 52enne originario di Acquasparta e residente a Terni, un altro agente della Forestale – ternano di 46 anni – e un meccanico, 38enne originario del milanese ma residente ad Arrone. Tutti indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa.
La ‘mente’ A coordinare il tutto, secondo la procura, era il 52enne M.G., titolare di un’agenzia assicurativa e ‘consulente infortunistico’ regolarmente iscritto alla camera di commercio. Era lui a decidere come e dove simulare gli incidenti – con preferenza per la sera e strade poco trafficate – e ad occuparsi di sbrigare tutte le pratiche di rito. Un lavoro certosino, condotto anche con metodi piuttosto curiosi, come gli incontri nei bar con i clienti e i fax inviati e ricevuti in tabaccheria.
Attori e figuranti Oltre a loro, sono indagate altre venti persone, quasi tutte di Terni: un gruppo nutrito di ‘attori’ contattati di volta in volta per inscenare nuovi incidenti, testimoni pronti a dichiarare il falso e prestanome ad-hoc. A tutti viene contestato il ‘fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona’ in ragione dei finti sinistri in cui hanno avuto un ruolo più o meno importante. Le altre accuse parlano di falsa testimonianza e danneggiamento (contestate ai due agenti ‘sfortunati’) oltre alla truffa (sei persone coinvolte).
Risarcimenti Bastava recitare bene per mettersi in tasca cifre che andavano da mille a – in un caso – 37 mila euro. Qualche volta ci scappava pure il danno biologico o l’inabilità totale. E giù altri soldi da spillare alle assicurazioni. Alla fine saranno nove quelle danneggiate attraverso il sistema: fra loro le principali compagnie nazionali. Fra le parti offese figura anche lo Stato per i danni causati all’Inps, in un caso, e alla Forestale che avrebbe già attivato specifici procedimenti disciplinari nei confronti dei tre agenti.
Forestale parte offesa Secondo la procura, infatti, la Forestale avrebbe subito un danno in ragione dei giorni di malattia (52 giorni da parte dell’agente 46enne urtato da un’auto mentre andava in moto) e di congedo straordinario (14 per un altro di loro, stessa dinamica) scaturiti dai falsi incidenti. Ma non solo. I due agenti ‘sfortunati’, come accennato, nel luglio del 2010 erano stati tamponati proprio mentre si trovavano insieme a bordo di una Panda del Comando. Un altro incidente che per gli inquirenti sarebbe stato solo simulato, con un danno però reale alla carrozzeria del veicolo. Da qui l’ipotesi di danneggiamento mossa nei confronti dei due.
I protagonisti L’indagine – denominata ‘Monster’ – è stata messa a segno dalla polizia Stradale di Terni, in stretta sinergia con la procura e il sostituto Elisabetta Massini. La dirigente della Polstrada, Katia Grenga, parla di «lavoro lungo e complesso, condotto con abilità e acume dagli agenti». Un’attività investigativa che dimostra come il campo di azione della ‘Stradale’ sia più ampio di quello che si è abituati a pensare e che, sicuramente, proseguirà nelle prossime settimane. Ci sono infatti ancora dati e nomi da riscontrare e incrociare, con soggetti già indagati che figurerebbero anche in altri incidenti ‘sospetti’.
Difesa Intanto a parlare è il legale difensore dell’assicuratore 52enne, colui che viene indicato come il ‘perno’ del gruppo. Secondo l’avvocato Francesco Mattiangeli, «la vicenda dovrà essere chiarita in ogni suo dettaglio. A nostro giudizio – aggiunge – non ci sono i presupposti per ipotizzare un reato di tipo associativo». Gli altri quattro indagati per associazione a delinquere sono difesi dagli avvocati Manlio Morcella, Massimo Carignani, Massimo Oreste Finotto e Romano Sciarretta.
