di C.F.
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Dalle aliquote al disavanzo dell’Ente il passo è stato breve. E lunedì mattina in prima commissione più che analizzare Tasi (tassa servizi indivisibili) e Imu, le opposizioni hanno suonato la carica sui conti di Palazzo, chiedendo lumi sulla consistenza del buco di bilancio.
Pd all’attacco sul disavanzo Interrogativi che hanno spostato la discussione dal piano tecnico a quello politico, con i consiglieri del Pd Massimiliano Capitani e Dante Andrea Rossi che, per ovvie ragioni, hanno tentato di capire se la giunta guidata dal sindaco Fabrizio Cardarelli prenderà per buono il disavanzo da 5.7 milioni lasciato in eredità dall’amministrazione Benedetti o se, come più volte sostenuto da Rinnovamento quando era all’opposizione, la consistenza si rivelerà maggiore. «Come fate a stabilire le aliquote – era il coro democratico – se non sapete quanto è grande il buco?».
Pula: «Accertamenti in corso» Nonostante il pressing democratico, a cui si è unito anche il consigliere del M5s Guido Grossi, l’assessore Agnese Pula non si è scoperta: «Per gli stretti tempi tecnici intercorsi tra la nostra elezioni e le scadenze di bilancio (approvazione entro 30 settembre, ndr) – ha replicato – non è stato possibile procedere al riaccertamento, ma come noto ci sono delle controversie in essere tra l’Ente e alcuni privati che potrebbero generare importanti passività, sono quindi in corso verifiche tecniche su cui per il momento non possiamo riferire».
Tasse In ogni caso, dai dati approdati in commissione bilancio è emerso che anche innalzando al massimo tutte le leve fiscali non si rastrellerebbero risorse particolarmente strategiche per gli equilibri economici e finanziari del Comune, considerando che l’operazione varrebbe appena mezzo milione di euro in più, segno comunque che la tassazione è già alle stelle: «Lo era – ha chiuso l’assessore Pula – già dallo scorso anno».
