Operai in assemblea alla Tk-Ast

di Marco Torricelli

La presa di posizione, su quello che ha intenzione di fare ThyssenKrupp a Terni è chiara: «L’azienda ci ha delineato le prime intenzioni sul loro piano industriale che non sono condivisibili da parte nostra».

Il ministro Federica Guidi, il ministro dello sviluppo economico, lo ha dichiarato al termine di un vertice informale con i suoi omologhi dell’Ue, ribadendo poi che sono in corso monitoraggi «perché vogliamo che la siderurgia rimanga in Italia e non vogliamo perdere altri asset in questo settore».

Rossi Immediato il commento del senatore Gianluca Rossi «L’impegno del ministro Federica Guidi a sostegno delle politiche industriali per la siderurgia italiana è di grande importanza per il territorio ternano. Ast – dice Rossi – è un asset strategico per la produzione di acciai speciali e deve restare competitivo e integro per garantire un settore economico vitale per l’economia nazionale». Il piano industriale, prosegue,  «così come presentato da ThyssenKrupp mette a rischio lavoratori, indotto e produzione con ricadute molto gravi su tutto il territorio. Per questo, chiediamo di valorizzare il ruolo di Ast nel solco del piano europeo per la siderurgia».

Rughetti-Bonafè-Orfini Secondo il sottosegretario per la semplificazione e la pubblica amministrazione, Angelo Rughetti e la deputata europea Simona Bonafè, il rifiuto di ThyssenKrupp di ridiscutere il piano «è inaccettabile, perché gravi sarebbero i danni prodotti al tessuto industriale dell’Umbria, del Paese e della stessa Ue». Mentre secondo il presidente del Pd, Matteo Orfini, «le acciaierie ternane sono una realtà forte, con lavoratori preparati e giovani che possono essere protagonisti del rilancio di un polo strategico per l’industria siderurgica italiana ed europea».

In fabbrica Le assemblee, alla Tk-Ast di Terni, sono intanto iniziate, ripartendo da quanto emerso nel corso della manifestazione di venerdì: per i lavoratori, il piano presentato va, semplicemente, cancellato e riscritto. Una cosetta semplice, insomma.

LO SCIOPERO E LA MANIFESTAZIONE

Niente incontri Un’altra certezza è che mercoledì, all’incontro che l’azienda avrebbe voluto dedicare alle strategie commerciali, i sindacati non si presenteranno: «Nessun incontro e nessuna trattativa – dicono – fino a quanto quel piano non verrà tolto di mezzo». Appunto.

LA STORIA DI AST

Sel Il parlamentare Giorgio Airaudo, di Sel, ha presentato un’interrogazione – ai ministri dello sviluppo economico e del lavoro – nella quale chiede loro «se non ritengano di intraprendere iniziative di mediazione fra le parti al fine di riconsiderare il piano produttivo della ThyssenKrupp, sbilanciato solo sul fronte dei tagli e non al rilancio produttivo in un settore considerato strategico per il comparto industriale italiano».

Area di crisi complessa Martedì, intanto, in consiglio regionale torna in discussione la mozione – presentata dai consiglieri Fausto Galanello e Manlio Mariotti (Pd), Damiano Stufara (Prc), Oliviero Dottorini (Idv) e Massimo Buconi (Psi) su ‘rilancio, riqualificazione ed innovazione del sistema produttivo e manifatturiero del territorio di Terni e Narni – Attivazione, da parte della giunta regionale delle procedure per il riconoscimento, da parte del governo nazionale, dello stato di crisi industriale complessa’.

Le posizioni Se la Cgil è, da sempre, in prima linea, tra coloro che chiedono il riconoscimento dello stato di ‘area di crisi complessa’, insieme al Pd ed alle forze politiche di centro sinistra, sul piano istituzionale si sono registrate opinioni – anche autorevoli – molto diverse. Come quella della presidente della regione, Catiuscia Marini: «Terni non è Piombino o l’Ilva. È quella che meno può essere gestita come esempio di questa crisi. La vicenda delle acciaierie deve essere gestita dal sistema Italia come un fattore strategico sul futuro». O come quella dell’assessore regionale, Vincenzo Riommi, che ne ipotizzava un ampliamento territoriale.

Gli imprenditori Come la pensi Confindustria è noto: «Terni – aveva spiegato il presidente ternano, Stefano Neri – non ha le caratteristiche per essere inserita tra le aree di crisi industriale complessa» e con questo aveva tagliato la testa al toro. Mentre secondo Ivano Emili, presidente di Casartigiani, «non esiste, allo stato attuale, una visione completa e conseguente delle azioni da mettere in campo, dei tempi per realizzarle». Gli appelli agli imprenditori – anche da parte del sindaco, in occasione della manifestazione di venerdì scorso per la Tk-Ast – a rivedere la propria posizione attendista, per ora, sembrano aver ricevuto una sola risposta.

Confartigianato L’associazione di categoria denuncia che «i 550 esuberi previsti dal piano di ThyssenKrupp potrebbero raddoppiare se si considera la perdita dei posti di lavoro per il sistema delle imprese dell’indotto» e annuncia di aver chiesto alla confederazione nazionale di intervenire nei confronti della presidenza del consiglio e del ministero dello sviluppo economico perché si impegnino «con la massima urgenza per impedire lo smembramento del sito di Terni».

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