Padre Giuseppe Piemontese

di Marco Torricelli

Malumore. E possibili dimissioni. L’approssimarsi dell’arrivo del nuovo vescovo, a Terni, sembra riacutizzare quelle tensioni che, almeno in apparenza, si erano placate. In apparenza, appunto.

I parroci A molti parroci – tra di loro ce ne sarebbe almeno uno già pronto a trasferirsi altrove, ma non sarebbe il solo – non è andato giù che l’interregno di Ernesto Vecchi, l’amministratore apostolico inviato per tentare di mettere ordine, dopo la partenza di Vincenzo Paglia, abbia risolto solo parzialmente i problemi e che, anzi, molte questioni siano rimaste assolutamente irrisolte. A cominciare dalla ‘catena di comando’ della diocesi.

La festa E le modalità di organizzazione della cerimonia – in programma il 21 giugno – nel corso della quale il francescano Giuseppe Piemontese diventerà ufficialmente vescovo, si sono trasformate nella miccia che rischia di far deflaglare, di nuovo, la santabarbara (nel senso di deposito di esplosivi) che in fondo la diocesi resta. La macchina da regalargli, per esempio, è oggetto di discussione.

La macchina Padre Piemontese ci scherza su: «Se non sarà ‘fiammante’, come ha scritto lei, non me la prenderò di certo, anzi. Io, quando mi è stato chiesto se potesse farmi comodo un mezzo per muovermi, avevo risposto di sì. Ma avevo anche specificato che avrei preferito utilizzarne uno che fosse già nella disponibilità della diocesi, senza doverne comprare un altro».

L’Audi Il problema è che, per dire, della macchina che un tempo utilizzava l’ex vescovo Paglia (era un’Audi, la targa era DC171XK) si sono perse le tracce da tempo e, quindi, si è deciso che bisognasse comprarne un’altra: «Io – specifica il nuovo vescovo – mi sono solo raccomandato che sia piccola, di marca italiana – magari a metano per ridurre i costi di gestione – purché sicura».

Le spese Pure su tutto l’ambaradan che farà da contorno alla sua ordinazione, c’è chi ipotizza una spesa complessiva superiore ai 50mila euro, il nuovo vescovo ha un’idea chiara: «Avrei davvero voluto una cosa molto semplice e spero proprio che si organizzi una cerimonia che eviti lo sfarzo – dice – e nella quale si cerchi solo di permettere ai fedeli di poter condividere nel modo migliore una giornata importante».

Maxischermo Sulla piazza della cattedrale verrà montato un maxi schermo e si sta organizzando un importante servizio di catering: «Anche in questo caso – dice padre Piemontese – sono certo che per contenere i costi, che purtroppo ci saranno, si baderà più alla sostanza che alla forma. Lo schermo «penso sia doveroso metterlo, visto che probabilmente in cattedrale non ci sarà spazio per tutti coloro che vorranno assistere».

I pellegrini Dalla Puglia, dice padre Piemontese, arriveranno almeno oltre duecento persone (il nuovo vescovo è padre guardiano e rettore del convento di San Giuseppe a Copertino e sono attesi almeno tre autobus, oltre a molte auto private; ndr) e avevo solo suggerito che sarebbe stata una buona cosa non farli ripartire a stomaco vuoto».

Le curiosità Padre Piemontese sembra sinceramente sorpreso dalla curiosità che si è creata intorno al suo primo giorno da vescovo: «Pensi – racconta – che per risparmiare ho cercato di evitare di comprare a Roma gli abiti talari e tutto il resto. Molte cose me le stanno cucendo delle sarte di Copertino, mentre il ‘pastorale’ me lo regalerà un bravissimo artigiano, che lo sta scolpendo in legno di ulivo stagionato». Il clergyman, no: «Quello dovrò proprio comprarlo a Roma, ma ho chiesto a dei buoni amici di indicarmi i posti meno cari».

La banca Amici che, molto probabilmente, non sono gli stessi che sono riusciti laddove l’amministratore apostolico non ce l’avrebbe fatta: mettere a posto le cose con Banca Proxima, l’unica che aveva resistito al suo tentativo di trovare  (gli ultimi aggiornamenti dei conteggi avrebbero portato il totale dell’ammanco a 28 milioni di euro) una soluzione bonaria alla situazione debitoria della diocesi. Ora, comunque, anche quella situazione sarebbe stata ‘normalizzata’. Su come e chi sia intervenuto, c’è da lavorare.

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