Spazio ai vini naturali

Era imbottigliato ed etichettato come Brunello di Montalcino, Chianti e altri docg, invece era vino scadente e di scarsa qualità. Circa 30 mila bottiglie sono state sequestrate dai carabinieri del reparto operativo di Siena. L’operazione – secondo quanto riporta Repubblica.it – riguarda una vasta frode agroalimentare nella vendita all’ingrosso e al dettaglio, durante la quale sono stati sequestrati anche ettolitri di vino sfuso pronto per essere piazzato sui mercati internazionali a prezzi dieci volte superiore e falsi documenti di certificazione di qualità. Ci sono indagati, ma non sarebbero i produttori del Brunello, parte lesa nella vicenda.

Perquisizioni in Umbria Decine le perquisizioni condotte con l’ausilio del Nas di Firenze, dei comandi territoriali dell’Arma e dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi nel settore agroalimentare per la Toscana e l’Umbria. Le verifiche dei carabinieri hanno riguardato cantine, centri d’imbottigliamento, supermercati ed enoteche in Toscana, Umbria, Liguria e Lazio.

La frode Il vino sequestrato, di scarsa qualità, dopo essere stato imbottigliato veniva etichettato con false fascette con i sigilli di Stato e quindi commercializzato in Italia ed all’estero ad un prezzo dieci volte superiore al suo reale valore, con un danno al settore vitivinicolo italiano calcolato in centinaia di migliaia di euro.

Il ministro Martina «Il gioco di squadra nella lotta alla contraffazione – commenta il ministro Maurizio Martina – si rivela ancora una volta la strategia vincente per tutelare le eccellenze del nostro patrimonio agroalimentare, di cui il vino è uno dei principali simboli. L’Italia è prima in Europa per i controlli nel settore, solo nel 2013 ne sono stati effettuati quasi 130mila. Dobbiamo continuare a lavorare su questa strada con la massima attenzione per difendere le nostre produzioni da tutti gli illeciti che danneggiano il Made in Italy».

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