di Daniele Bovi
Un milione e 50 mila euro sicuri, con l’obiettivo di riuscire almeno a raddoppiare la cifra. Mercoledì pomeriggio a palazzo Donini è stato firmato il protocollo tra istituzioni locali e mondo economico (in tutto 23 soggetti) in vista dello sbarco del «sistema Umbria» all’Expo, a Milano dal primo maggio al 31 ottobre del prossimo anno. Messe a favore di giornalisti e fotografi le firme sul protocollo di sei pagine, pubblicato nelle scorse ore da Umbria24, le porte di palazzo Donini si sono chiuse e dentro sono rimasti la presidente Catiuscia Marini, l’assessore al Turismo Fabrizio Bracco, i rettori delle due università e gli esponenti delle associazioni del mondo economico. Il primo nodo da sciogliere è quello relativo al numero di settimane all’interno delle quali concentrare la presenza dell’Umbria a Milano: l’orientamento sembra essere quello del ‘due più uno’, ovvero le due settimane del pacchetto base (ognuna dal costo di 300 mila euro) più una che gli organizzatori della manifestazione chiamano «di protagonismo».
PROTOCOLLO, ECCO TUTTI I DETTAGLI
Due più uno Il pacchetto base prevede la partecipazione dell’Umbria alla mostra sull’Italia organizzata dalle Regioni, uno spazio di rappresentanza tra i 30 e i 40 metri quadrati dove ricevere gli ospiti (non aperto al pubblico) e un’area espositiva dedicata di 200 metri quadrati, dove andrà organizzata un’esposizione autonoma il cui progetto dovrà essere approvato dalla direzione artistica di Palazzo Italia. La «settimana di protagonismo», che offrirebbe alla Regione l’occasione di presentare a 360 gradi i suoi prodotti, gli elementi di innovazione, la sua cultura e così via, costa invece 450 mila euro e c’è sempre il vincolo di restare lungo i binari del tema scelto per l’Expo, ovvero «Nutrire il pianeta, energia per la vita». Per andare oltre a tutto ciò serve la benzina, ovvero euro da raccogliere in tutto il mondo economico che deciderà di partecipare alla sfida.
Il nodo risorse Parlando brevemente con i giornalisti, la presidente parla di un «quadro finanziario ancora da costruire, dovremo anche definire i costi con l’Expo ma oltre al milione messo sul tavolo dalla Regione ci aspettiamo almeno altrettanto». Una cifra da trovare quanto prima e così si comincia a sfogliare la margherita: dalle Università non c’è da aspettarsi molto, le associazioni del mondo economico non navigano nell’oro e allora ecco che l’intenzione è quella di bussare alle due Camere di commercio e alle Fondazioni bancarie. Da qui potrebbero arrivare le cifre più consistenti. Altri soldi, all’incirca 600 mila euro, dovrebbero essere garantiti dai ministeri per alcune attività già definite. L’altro capitolo fondamentale, al centro del lavoro delle prossime settimane, è riuscire a capire come presentarsi all’Expo, con quali idee.
Le idee Per non scomparire all’interno di un evento monstre come quello di Milano servono infatti alcune idee forti in grado di caratterizzare la regione, di renderla riconoscibile mentre si osserverà il panorama sconfinato delle proposte (basti pensare che all’Expo parteciperanno almeno 130 Paesi). Tutto ciò avendo ben in mente che queste proposte dovranno essere in grado di parlare ad un pubblico che non è quello del “classico” turista che arriva in Umbria. Tra gli oltre 30 milioni di visitatori che, si stima, arriveranno a Milano, nella maggior parte dei casi si tratterà di investitori, di importatori, di persone magari attente alla ricerca scientifica, all’innovazione e al tessuto produttivo umbro più che alle bellezze naturalistiche della regione immortalate da McCurry.
Programma condiviso «È intenzione di tutti – ha detto ancora la presidente Marini – , a cominciare dalle istituzioni, predisporre un programma di eventi ed iniziative condiviso. Anche per l’Umbria, oltre che per l’Italia, Expo 2015 sarà un evento di grandissima rilevanza e noi dobbiamo saper cogliere tutte le opportunità che da questo evento potranno venire. A questo fine sarà importante il lavoro di coordinamento per la realizzazione di una presenza dell’Umbria che sia la più incisiva ed efficace possibile. Inoltrela presenza dell’Umbria dovrà coordinarsi con quella di tutte le Regioni italiane. Il programma di eventi che dobbiamo realizzare dovrà altresì porsi l’obiettivo di intercettare l’attenzione e l’interesse di quei Paesi stranieri che saranno presenti con propri spazi ad Expo 2015, e saranno circa settanta. A Milano, infatti, avremo importanti opportunità di conoscenza di realtà internazionali verso le quali – ha concluso – promuovere l’Umbria come sistema, in coerenza con il tema dell’esposizione universale».
Twitter @DanieleBovi
