Leopoldo Di Girolamo

di Marco Torricelli

Nella premessa la prende alla larga: «Da ormai sette anni tutti i paesi occidentali sono stati investiti dalla più grande crisi prima finanziaria e poi economica dal dopoguerra ad oggi». Ma poi il Pd ternano al sodo.

La crisi Terni, secondo il partito di maggioranza relativa, «in questo quadro, in maniera non scontata ed in discontinuità rispetto ad altre realtà del nostro paese, pur soffrendo terribilmente ha tenuto. Il Pd non è arruolato fra coloro che ritengono che le vittorie o le sconfitte di una città siano esclusivamente merito o colpa di una amministrazione comunale, soprattutto di fronte a dinamiche finanziarie e produttive che spesso passano sopra la testa ed il controllo di strutture anche nazionali. Però non c’è dubbio che in questo quadro l’amministrazione in carica ed il sindaco Leopoldo Di Girolamo hanno rappresentato un punto di riferimento certo per l’intera città».

Il governo della città La lotta elettorale, secondo il Pd, «ha sempre portato, e porterà ancor di più i nostri avversari ad attaccare sulle risposte parziali che siamo riusciti a dare: giusto così, è la propaganda politica. Ma governare la città e dare risposte concrete è un’altra cosa. Come Pd confidiamo che tutti i nostri avversari presentino proposte alternative alle nostre, praticabili ed attuabili, in un confronto aspro ma costruttivo sulle tematiche fondamentali. Si lascino stare invece le illusioni e suggestioni; Terni di questo non ha proprio bisogno».

«Condotta perdente» Poi arriva l’affondo, «Rifondazione Comunista in maniera opportunistica e sconclusionata si avventura in nuove ‘strategie’ che lasciano intravedere solo offese verso un partito con cui hanno governato ‘comodamente’ per cinque anni e prefigurano ipotetiche geometrie variabili a seconda di eventuali appoggi ad eventuali ballottaggi: questa sì una condotta politicista e perdente, in quanto caratteristica principale di un vecchio modo di fare politica che i cittadini hanno già condannato e punito elettoralmente in diverse occasioni».

Le consorterie L’unica consorteria in campo, dice ancora il Pd, «forse è quella di chi da qualche anno vede un esponente di quel partito tenere un atteggiamento di governo a Perugia e di lotta a Terni, e che pensa l’alternativa solo come imitazione e sponda ad atteggiamenti pentastellati atti a frenare una evidente emorragia di consenso popolare».

Sel E che ha sinistra la cose siano, per usare un eufemismo, complicate, lo dimostra la presa di posizione di Sel – che ha un assessore, Simone Guerra, nella giunta uscente – secondo la quale è «urgente che al di là degli incontri bilaterali o personali, si apra in trasparenza un tavolo di confronto che sia capace di tenere insieme una riflessione sui contenuti programmatici e precise scelte di schieramento e di coalizione per un nuovo centrosinistra».

I ritardi L’attività amministrativa che si conclude, spiega Sel, «ha ottenuto valutazioni positive non solo per i risultati raggiunti, ma anche per il pluralismo e le personalità che si sono impegnate nel governo cittadino; a nostro avviso però essa richiede un nuovo e profondo rinnovamento per quanto riguarda la capacità di condivisione di risultati e progetti raggiunti», perché «c’è un ritardo del Pd, partito di maggioranza relativa, e del candidato sindaco che deve essere assolutamente recuperato».

Le richieste In casa Sel ci si dice «impegnati a portare le nostre idee per un governo della città che dia risposte forti ed innovative su tematiche da sempre centrali nella nostra missione politica, come la qualità e la riqualificazione urbana, le politiche sociali sempre attenti alle fasce più deboli, la difesa e lo sviluppo dei presìdi del sapere e della cultura, l’attuazione di politiche industriali che procedano progettualmente con quelle per l’ambiente e per la tutela della salute dei cittadini e, soprattutto, per una rinnovata pratica della partecipazione alle scelte per e sulla città. Chiediamo per questo al candidato sindaco risposte all’altezza delle questioni che abbiamo posto. Chiediamo quindi a lui, di iniziare concretamente il confronto sui caratteri della coalizione e sulle risposte da dare ad una città stressata ma non in ginocchio».

‘Terni dinamica’ Il direttivo ternano di Scelta civica, prendendo anche spunto dall’evoluzione delle vicende nazionali del partito, fa invece sapere che «pur rispettando altre tradizioni politiche, come la cattolico popolare o quella dei conservatori sociali, si riafferma che nulla hanno a che vedere con l’identità laica liberaldemocratica di Scelta Civica, almeno, in questa città». E che «per quello che riguarda le elezioni amministrative a Terni, si conferma che il documento programmatico ‘una scelta laica x Terni dinamica’ dove sono contenute le richieste di Scelta civica per aderire alla coalizione che ha come candidato Leopoldo Di Girolamo è stato partecipato e reso noto alla coalizione ed al sindaco».

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