di Marco Torricelli
Preventivo. Che può significare tutto e niente, ma tant’è. Il futuro della Sangemini, adesso, ha comunque un nome preciso: concordato preventivo, appunto. Che è quello chiesto, lunedì, al tribunale e che già martedì è stato oggetto di una prima udienza.
Il commissario Il presidente del tribunale, Girolamo Lanzellotto, uscendo dalla stanza nella quale ha incontrato, con il giudice Paola Vella, gli emissari di Sangemini, conferma: «Ci siamo riservati di prendere una decisione, riguardo all’istanza che è stata presentata, ma la nostra intenzione è di procedere con la massima celerità». Il che significa «che in tempi rapidissimi verranno svolte le procedure per valutare la legittimità della domanda e, in caso positivo, nominare il commissario giudiziale che dovrà valutare il dossier».
L’impegno Dossier che, dice Lanzellotto «contiene un impegno vincolante, sottoscritto dal gruppo Norda per l’affitto del ramo d’azienda e, dal momento che a questo si sarebbe giunti con il consenso delle banche creditrici, ritengo che non ci dovrebbero essere problemi per l’avvio della fase successiva». La giudice Paola Vella, ancora titolare della pratica, potrebbe insomma togliere la riserva addirittura entro la settimana.
I creditori Poi il commissario farà quello che si fa di solito in questi casi: raccoglierà tutte le carte disponibili e convocherà quella che si chiama l’adunanza dei creditori, ai quali spetterà la decisione finale: se la maggioranza di loro – quasi il 90% degli oltre 80 milioni di debiti della Sangemini è con il sistema bancario – esprimerà un parere favorevole, il concordato preventivo potrà procedere.
Norda-Tramite Ad esserne certi, stando a fonti vicine al pool che si è formato per l’operazione, sono Norda e Tramite: «Anche loro vogliono fare in fretta, per potersi confrontare nel più breve tempo possibile con le istituzioni locali e i sindacati – è la versione – perché poi possa essere dato il via al progetto commerciale, mettendo nero su bianco gli accordi per la distribuzione che, in questi mesi, sono stati avviati e che aspettano il ‘via libera’ per essere formalizzati e rilanciare i prodotti sul mercato».
I sindacati Una prima valutazione, intanto, i sindacati potranno farla già mercoledì mattina: per le 9,30 è previsto un incontro con la direzione aziendale, che presumibilmente non potrà fare molto di più che confermare il percorso avviato con la richiesta di concordato. Alle 14, poi, è in programma un’assemblea con i lavoratori.
I dubbi che restano Quello che la Sangemini non dirà, certamente, ai sindacati è che quella avviata potrebbe rivelarsi una procedura molto meno lineare di quanto sembri se, come trapela, quello con le banche sarebbe solo un accordo informale e non ratificato da documenti ufficiali. Mentre c’è sempre da tener presente che al commissario giudiziale potrebbero giungere proposte alternative – e magari migliorative, sotto l’aspetto economico-industriale, ma anche relativo alle ricadute occupazionali – delle quali non potrebbe che tener conto. Fino ad ora, insomma, si sarebbero solo mischiate le carte: la partita vera, almeno questa è l’impressione, deve ancora iniziare.
