La protesta degli studenti

di Francesca Torricelli

Si sono legati i polsi alla ringhiera e sono stati lì, per qualche minuto, tra la curiosità dei passanti. Gli studenti della facoltà di medicina di Terni, giovedì mattina hanno organizzato un flashmob davanti all’ingresso dell’ospedale per manifestare contro la «miopia ed incoerenza delle istituzioni».

I tagli Come comunicato dal ministro dell’università, Maria Chiara Carrozza «è stata stimata una riduzione dei contratti di formazione specialistica, da 4500 a 2000», racconta Cristiana Petrignani, studentessa nella facoltà di medicina. «I neo-medici che escono dalle università italiane sono circa 9000 all’anno, in costante aumento. Questo significa che 3 neo-medici su 4 non potranno accedere alla ‘Scuola di specialità’, necessaria per completare il percorso formativo e per lavorare nella maggior parte delle strutture del sistema sanitario».

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Le conseguenze «Questo non soltanto condannerà i medici a naufragare nel mare del precariato, ma soprattutto avrà ripercussioni gravissime su tutta la sanità pubblica. Un sistema che funziona forma i suoi medici e permette loro di lavorare al suo interno. Di quelli che resteranno tagliati fuori, alcuni si incanaleranno nelle strutture private, altri andranno all’estero. Cosa accadrà a chi non può o non vuole essere costretto a lasciare il proprio Paese? Come potranno continuare a funzionare i reparti senza la necessaria manodopera degli specializzandi? E quando i medici strutturati andranno in pensione chi li sostituirà?».

La rabbia degli studenti Per tutti questi motivi è arrivato il momento di far sentire «la nostra voce». Il 7 novembre si è svolta una manifestazione «che aveva come obiettivi il ripristino delle 5000 borse di studio per le ‘Scuole di specializzazione’, lo stanziamento di 1000 borse di studio per gli specializzandi non medici, che a parità di doveri non godono degli stessi diritti dei colleghi medici e per il riconoscimento di una pari dignità per i corsisti di medicina generale, istituendo dei veri e propri contratti di formazione simili a quelli dei colleghi ospedalieri». Gli emendamenti presentati dalle due associazioni: ‘FederSpecializzandi’ e ‘Sigm’ sono stati bocciati per mancanza di fondi disponibili. «Paradossalmente in questo contesto di ‘ammanco economico’ sono stati però stanziati 400 milioni di euro per il finanziamento di policlinici retti da università non statali».

Il flashmob Di fronte a questa «grave miopia e incoerenza delle istituzioni» giovedì mattina è stata indetta a Roma una manifestazione di protesta. «Per tutti coloro che non hanno potuto raggiungere la capitale, abbiamo pensato di organizzare un’iniziativa, da fare anche nelle altre città, così da riuscire a porre l’accento sulla questione anche sul territorio». E quindi «così come ci verranno legate le mani riguardo il nostro futuro, negandoci di fatto, la possibilità di continuare la nostra formazione necessaria a lavorare all’interno del Ssn, ci siamo legati le mani con qualsiasi mezzo di fortuna come scotch, cerotti, stetoscopi o lacci emostatici» e si sono ‘incatenati’ per 5 minuti».

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