di F.T.

Il reato – quello di danneggiamenti – si sarà pure concretizzato. La vicenda giudiziaria, però, fa a cazzotti con quanto ripetuto ciclicamente da rappresentanti del governo e parlamentari, tutti convinti – almeno a parole – che i tribunali non vadano ingolfati con migliaia di cause ‘inutili’.

Paradosso In effetti non ci sono molti altri termini per definire il processo a carico di un 58enne di nazionalità marocchina. L’uomo è finito alla sbarra per aver distrutto una coperta di lana di proprietà della questura. Non che il gesto sia da premiare, anzi. Ma fra notifiche, spese e tutti gli annessi e connessi, è facile immaginare come il costo del procedimento sia superiore – e di molto – rispetto al valore dell’oggetto danneggiato che dubitiamo fosse di cashmere. Ma tant’è.

Fra un anno L’uomo era finito in manette nell’ottobre dello scorso anno per maltrattamenti in famiglia. Rinchiuso nelle celle di sicurezza della questura, aveva dato in escandescenze distruggendo la ‘povera’ coperta. Per questo alla denuncia originaria, se ne era aggiunta anche un’altra per danneggiamenti. Stessa persona ma due procedimenti ben distinti e separati fra loro. Giovedì mattina in aula, dopo aver definito tutti gli aspetti preliminari, il giudice ha rinviato il procedimento al 2 ottobre 2014. Se ne tornerà a parlare fra dieci mesi e sicuramente non sarà l’ultima volta.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.