Qualcuno lo ribattezzerà: il mistero delle tazze spedite all’insaputa di Eurochocolate. Il fatto è avvenuto mercoledì pomeriggio ed è lo stesso ufficio stampa di Eurochocolate a denunciarlo.

Il sequestro Nel tardo pomeriggio di mercoledì – spiega Eurochocolate – nel corso di un controllo effettuato dalla Dogana di Perugia presso il magazzino di Eurochocolate di Pontevalleceppi, allo scarico di un container proveniente dalla Cina è stato rinvenuto un quantitativo (4.728 pezzi) di tazze prive di regolare documento di trasporto, che ha dato seguito al sequestro cautelativo di tutti i prodotti contenuti nel suddetto container, ivi compresi quelli coperti da regolare documentazione.

All’insaputa L’inserimento delle tazze nel container – viene sottolineato – è stato fatto all’insaputa di Eurochocolate, dello spedizionere e dell’agenzia di export che gestisce tutto il trasferimento della merce dalla Cina all’Italia. «Il grave fatto accaduto ieri sera presso i nostri magazzini – dichiara Eugenio Guarducci, presidente di Eurochocolate – ci ha obbligato ad incaricare in data odierna i nostri legali a richiedere un immediato incontro con il magistrato assegnatario e a valutare urgentemente gli estremi per una denuncia contro ignoti, in quanto le 4.728 tazze sono state trasportate nel container in oggetto senza il nostro consenso provocando cosi un grave danno economico alla nostra azienda».

Le tazze Le 4.728 tazze causa del sequestro fanno parte di un unico lotto di complessivi 30.000 pezzi già pagati da Eurochocolate che ne aveva però previsto la consegna in differenti date. Si tratta, in particolare, della tazza con colata di cioccolato protagonista della fortunata campagna di comuniczione di Eurochocolate 2013 (alleghiamo foto con piantina di menta). «In questi ultimi mesi – continua Guarducci – con l’incremento delle aperture di nuovi Chocostore, abbiamo importato molti prodotti andando a pagare una cifra ingente di dazi doganali e certamente non avremmo rischiato di evitare di pagare poco piu di mille euro quando già abbiamo fatto un grosso investimento assolutamente tracciabile. Ci auguriamo che le indagini della magistratura – conclude Guarducci – possano contribuire rapidamente a individuare i responsabili di quanto accaduto».

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