di Leonardo Malà*
E’ costata fatica e pazienza l’approvazione della legge sui Gas, alla quale Rifondazione s’è aggrappata come a un treno in corsa, aggiungendoci una P finale che sta per «popolare» ma che potrebbe significare anche «pleonastico», in quanto difficilmente un gruppo di armatori, ereditieri e notai si metteranno insieme per acquistare i broccoli dal contadino del posto. Una fatica gratuita e purtroppo insita nel nome (gasp in inglese significa «affanno»), in quanto la legge recepisce e riconosce quello che i cittadini fanno da tempo nel totale disinteresse della classe politica. Sentire berciare, in Consiglio regionale, il capogruppo dell’opposizione Nevi, della «legge peggiore mai approvata», sentirlo denunciare la mancata copertura finanziaria a fronte di una spesa che rappresenta lo zero virgola dell’intero bilancio, udire i suoi sproloqui su un problema del quale deve ancora comprenderne l’esistenza, assistere alla canizza sui vizi di forma e non sulla sostanza della legge, misura in modo evidente la distanza tra il Palazzo e i cittadini.
Evidentemente c’è ancora bisogno di spiegare che dare impulso a queste forme di approvvigionamento significa gettare un nuovo seme nella nostra agricoltura, farla cominciare daccapo, darle un senso più vicino ai bisogni della collettività. Che in questo modo si sostengono le prugne e i cardi che da secoli nascono sulla nostra terra, quindi forti, vitali, destinati a scomparire non per stravolgimenti climatici ma per processi economici estranei al nostro palato e alla nostra salute. C’è ancora bisogno di spiegare che perfino i bottegai, teoricamente difesi da Nevi, godranno dell’onda lunga che un processo del genere attiva (i più svegli si sono adeguati da tempo, chi non l’ha fatto ha chiuso i battenti), che la loro sopravvivenza non dipende da sei scatole di tonno Nostromo ma dalla competenza e dal rapporto che riescono a instaurare coi produttori locali. Va ripetuto che la grande distribuzione significa spreco, inquinamento in trasporto e imballaggi, menefreghismo alimentare.
Queste cose i cittadini le sanno, molti di loro risiedono nel 35 per cento che diserta le urne, una fascia di non elettori destinata a crescere e che la politica con la coda sporca colloca impropriamente in basso. La lezione della paziente, pazientissima battaglia di Oliviero Dottorini, padre putativo della legge, è capire che sempre di più l’ispirazione legislativa arriva da fuori, dalla società civile, che tranne rare eccezioni, la politica esprime personaggi meno capaci e competenti di quanti se ne trovino negli uffici pubblici, dentro le facoltà universitarie, in un laboratorio d’analisi, negli asili e nelle stesse campagne. C’è più ricerca e sperimentazione all’interno di una caserma dei carabinieri che in molte segreterie politiche. Altro che barzellette.
Dopo l’approvazione dei Gasp, il Consiglio s’è incartato nell’attualissima questione dei santi. Non San Faustino e Sangemini, con le loro risibili tasse per l’attingimento di acqua. Non San Martino, col suo ospizio che non riesce a soddisfare tutte le richieste e nemmeno Santa Maria della Misericordia, che alternativamente suona come imprecazione e polo ospedaliero. Si discuteva di San Francesco e San Benedetto, quelli con l’aureola. Peccato non fossero presenti in aula. Avendo il Poverello parlato agli uccelli, non avrebbe avuto difficoltà a intervenire nel dibattito.
*Capo Ufficio stampa Idv Umbria


L’estensore del pezzo ha scritto un articolo impeccabile.
Le cose che mi hanno fatto poi anche sorridere sono due:
1) […] … il capogruppo dell’opposizione Nevi, della «legge peggiore mai approvata», sentirlo denunciare la mancata copertura finanziaria a fronte di una spesa che rappresenta lo zero virgola dell’intero bilancio, udire i suoi sproloqui su un problema del quale deve ancora comprenderne l’esistenza, assistere alla canizza sui vizi di forma e non sulla sostanza della legge, misura in modo evidente la distanza tra il Palazzo e i cittadini.
Qui la cosa micidiale è che tale Nevi, della Legge, …. deve ancora comprenderne l’esistenza…
2) […] …. La lezione della paziente, pazientissima battaglia di Oliviero Dottorini, padre putativo della legge, è capire che sempre di più l’ispirazione legislativa arriva da fuori, dalla società civile,…
Qui devo ammettere la mia ammirazione verso una persona pulita “in questo mondo di ladri”, forza Dottorini vai avanti così.