di F.T.
Luca Galletti e Antonio Zitti restano in carcere. Per Paolo Zappelli, anche in ragione delle sue precarie condizioni di salute, è stata applicata la misura degli arresti domiciliari. Al notaio Gian Luca Pasqualini è stato invece revocato il divieto a svolgere l’attività professionale. L’unica limitazione riguarda eventuali rapporti di lavoro con le undici persone attualmente indagate, fra cui le tre arrestate mercoledì scorso dalla squadra mobile di Terni e dal nucleo di polizia valutaria della guardia di finanza di Roma.
Il castello Questo il contenuto dell’ordinanza emessa dal gip Pierluigi Panariello, dopo gli interrogatori di garanzia che si sono svolti venerdì mattina all’interno del tribunale di Terni, a cui ha preso parte anche il sostituto procuratore Elisabetta Massini. L’indagine è quella relativa alla vendita all’asta del castello di San Girolamo di Narni, finita sotto la lente della procura per tutta una serie di presunte irregolarità. Per tutti l’accusa è quella di aver dato vita ad un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla turbativa d’asta.
I legali Positivo il commento alla decisione del gip da parte dei legali di Paolo Zappelli, gli avvocati Luca Maori e Giovanni Ranalli: «Siamo molto soddisfatti che il giudice abbia concesso gli arresti domiciliari – afferma l’avvocato Maori – Le condizioni di salute del dottor Zappelli sono molto gravi. L’ulteriore protrarsi della detenzione in carcere avrebbe finito per produrre conseguenze irreparabili». Pronto, in ogni caso, il ricorso al tribunale del riesame per la revoca delle misure applicate: «l’istanza è stata già presentata, visto che il nostro assistito si dichiara assolutamente estraneo a tutte le contestazioni mosse». Anche l’avvocato Giovanni Ranalli esprime «soddisfazione per la decisione del gip di concedere gli arresti domiciliari a Zappelli». Giudizio diametralmente opposto circa il rigetto dell’istanza proposta per Luca Galletti: per l’avvocato Alessandro Ricci, «resta ferma l’originaria critica per una restrizione certamente eccessiva. Attendiamo – aggiunge – la fissazione dell’udienza di riesame dinanzi al tribunale della libertà».
Parla De Rebotti Sempre nella mattinata di sabato, il sindaco di Narni Francesco De Rebotti – che figura fra gli undici indagati – è intervenuto sulla vicenda con una nota: «esprimo piena fiducia nel lavoro della magistratura, con totale rispetto della sua funzione democratica nella persecuzione dei reati e nella ricerca della verità – afferma il primo cittadino – Manifesto allo stesso tempo profonda solidarietà al nostro dirigente architetto Antonio Zitti e alla sua famiglia, come già espresso unanimemente nel corso della seduta del consiglio comunale di giovedì scorso». Poi, sempre riferito all’architetto Zitti: «tutti conoscono le sue non comuni qualità umane, la sua cristallina moralità e il suo elevato profilo professionale che stridono con la gravità delle accuse che hanno portato alla sua custodia cutelare in carcere. Sono certo – prosegue Francesco De Rebotti – che in sede giudiziaria emergerà tutta la verità sul corretto comportamento degli amministratori e dei tecnici del comune di Narni coinvolti, i quali non solo non hanno arrecato nessun danno all’ente o tratto benefici personali dall’operazione, ma hanno raggiunto un obiettivo importante per la città perseguito da molti anni: ossia la vendita e la valorizzazione a fine turistico-ricettivo di un bene, il castello di San Girolamo, destinato altrimenti a un lento e inesorabile deperimento».
