dall’inviato a Strasburgo Marco Torricelli
Molto sulle generali. Il piano dell’acciaio in Europa sarà pure stato presentato, ma non è che ci sia capito molto di più, rispetto a quanto già anticipato. Il vice presidente della Commissione europea, Antonio Tajani, è rimasto sul vago.
Sei pilastri Il piano acciaio, spiega Tajani, «si fonda su sei pilastri essenziali: il miglioramento del quadro normativo, il rilancio della domanda, un migliore accesso a materie prime e mercati, politiche in materia di energia e clima, più innovazione, difesa dell’occupazione e formazione».
Le norme La valutazione fatta dalla Commissione, sui costi relativi al settore siderurgico, spiega il vice presidente Tajani, «ha permesso di verificare come i costi, derivanti dalle norme e dal loro rispetto, non sono i principali responsabili dello svantaggio competitivo».
La domanda Per rilanciarla, secondo Tajani, «si dovranno mettere in atto iniziative che possano contribuire a sostenere i mercati dell’auto e delle costruzioni, che rappresentano il 40% della domanda di acciaio». Sarà importante, dice, «che ci sia maggiore attenzione nei confronti della costruzione sostenibile».
Le materie prime I produttori europei, spiega Antonio Tajani, «dovranno poter contare su un accesso più agevole al mercato delle materie prime e si deve assicurare una giusta lotta alle pratiche protezionistiche», si dovrà «tenere sotto controllo il mercato del rottame» e includere «il carbone nella lista delle materie prime essenziali».
L’energia Gli schemi nazionali per le energie rinnovabili «dovranno essere armonizzati», si dovrà «pensare alla possibilità di dar vita ai contratti di lungo termine», dovrà essere presentato, entro il 2014, «un rapporto sui costi energetici» e, contestualmente, si dovrà analizzare l’impatto delle tasse e gli eventuali interventi per ridurle».
L’innovazione La Commmissione europea, dice ancora Tajani, «intende favorire la diffusione delle tecnologie d’avanguardia» e, per questo, propone un ricorso agli stanziamenti europei e l’aumento delle risorse per dei progetti pilota nel contesto di Orizzonte 2020», ma non solo, «perché pensiamo all’utilizzo massiccio del Fondo sociale europeo, all’intervento della Banca europea degli investimenti al fondo per la ricerca su carbone e acciaio – con almeno 280 milioni – e i progetti di partenariato».
Le ristrutturazioni Secondo Antonio Tajani dovrà essere costituito «un Consiglio europeo delle competenze per l’industria dell’acciaio», sarà necessario «razionalizzare l’uso dei fondi europei, attraverso un’apposita task force per i principali casi di chiusura o ridimensionamento di impianti» e operare per «anticipare i processi di cambiamento e ristrutturazione».
Tempi stretti Nessuna possibilità di approfondire, almeno per il momento, la questione Ast: «Non c’è tempo per rispondere alle domande – si giustifica Tajani – anche perché più tardi è previsto un incontro proprio per parlare di quelle questioni». Una promessa, la sua. Ma pure di chi è arrivato da Terni.
