C’è anche un terreno di 5,96 are a Città di Castello tra i beni che circa un anno fa vennero sequestrati al clan camorristico Terracciano nell’ambito di un’inchiesta condotta dal Gico della guardia di finanza e coordinata dalla procura antimafia di Firenze e che adesso sono stati confiscati definitivamente.
Confiscati Maxi confisca, il tribunale di Prato ha emesso 7 decreti di confisca di beni per un valore complessivo di 14 milioni di euro. Tra questi figurano: 17 aziende (società immobiliari, di ristorazione, di pulizia, di servizi alle imprese, di gestione di locali notturni); 25 unità immobiliari in Prato, provincia di Napoli, Milano, Pistoia, Lucca, Firenze e Perugia; 11 autoveicoli (tra cui auto di grossa cilindrata quali BMW e Mercedes); 1 scuderia con 21 cavalli da corsa; 74 rapporti finanziari; nonché i noti marchi di ristorazione “Sancho Panza” e “Don Chisciotte ristorante – pizzeria”.
Rete da prestanome Secondo quanto accertato dalla gdf fiorentina il clan aveva una rete di prestanome per «ripulire» il denaro proveniente da affari sporchi come estorsioni, usura, sfruttamento della prostituzione nell’area fiorentino-pratese. Giacomo Terracciano e Carlo Terracciano, sono già stati condannati in via definitiva per associazione a delinquere di stampo mafioso.
