di Marco Torricelli
Il paese è piccolo e la gente mormora. Vincitori e sconfitti, ufficialmente, si guardano bene dal commentare, ma a Castel Giorgio si parla di ‘tradimento: una parte, consistente del Partito democratico – la componente che fa riferimento alla ex Margherita – avrebbe dirottato un centinaio di voti verso il centro destra, contribuendo alla sua affermazione. Il tutto, si dice nel piccolo centro dell’Orvietano, come reazione alla scelta di Gabriele Anselmi come candidato, invece di Andrea Tarmati.
Il sindaco Andrea Garbini, il vincitore – con 671 voti, il 44,94% – preferisce concentrarsi sul fatto che «il risultato che abbiamo ottenuto è strepitoso e storico, visto che simili percentuali, per il centro-destra, furono registrate oltre 30 anni fa e poi mai più». Ma anche sul fatto che «questa nostra esperienza può rappresentare un modello da esportare, visto che, pur in presenza di due liste che potevano essere riconducibili al centro-destra (Marco Meatta, il candidato sindaco di ‘Rialzati Castel Giorgio’, l’altra lista a cui si riferisce il neo sindaco, ha ottenuto 97 voti, il 6,50%; ndr), la nostra ha fatto registrare una performance notevole».
Il laboratorio Senza toni trionfalistici, ma lo dice: «Credo che il nostro possa essere considerato un piccolo laboratorio politico – insiste Andrea Garbini – visto che la nostra squadra è composta da soggetti che si riconoscono nel Pdl e in Fratelli d’Italia, ma alla quale hanno dato un notevole contributo anche persone di antiche tradizioni di centro. Un chiaro segnale, direi, per chi è in cerca di metodi nuovi nella costruzione di soggetti politici in grado di parlare alla gente».
La giunta Ci vorrà ancora qualche giorno per conoscere i nomi dei due assessori che affiancheranno il nuovo sindaco: Rodolfo Proietti (158 i voti ricevuti), sembrerebbe uno dei grandi favoriti, ma «tutto dipenderà dai suoi impegni professionali – dice Andrea Garbini – che, come sappiamo gli lasciano libero, spesso, solo il fine settimana». Gli altri candidati della lista ‘Cambiamo Castel Giorgio’, erano Cristiano Federici (70 voti), Paola Carraro 61, Gian Paolo Paglialunga 59, Luca Iachini 35 e Minimo Ronchini 19.
Lo sconfitto Gabriele Anselmi, il candidato espresso dal Partito Democratico, che con Andrea Corritore (Sel) comporrà la coppia di consiglieri comunali di minoranza, non commenta le voci sul ‘tradimento’: «Direi che è il caso di concentrarci su cose serie – si limita a dire – e dopo aver augurato ‘buon lavoro’ alla nuova maggioranza, noi dovremo svolgere bene il ruolo che gli elettori ci hanno affidato, puntando a vincere la prossima volta».
Il centrodestra esulta Un risultato, quello di Castel Giorgio, che fa esultare il centro destra: «E’ un esempio positivo di come si costruisce una vittoria» dice il portavoce regionale di Fratelli d’Italia Emanuele Prisco. «Quando il centrodestra non punta in alto – aggiunge – i risultati non sono positivi come è accaduto invece a Corciano». La prossima tornata elettorale – conclude – riguarderà importanti città tra cui Perugia, Terni e Foligno. Per questo riteniamo che si debba iniziare da subito a costruire la “coalizione del cambiamento” con tutti quelli che non si ritrovano nel sistema di potere della sinistra». «A Castel Giorgio abbiamo costruito un’offerta politica seria» spiega poi il capogruppo pdl in consiglio regionale Raffaele Nevi che sprona anche lui all’unità: «C’è la necessità – dice – di essere uniti contro la sinistra con tutte le componenti di centrodestra, a cominciare dai Fratelli d’Italia. Quando noi siamo uniti e schieriamo persone serie e credibili riusciamo anche ad aggregare pezzi di centrosinistra che sta andando sempre più in frantumi».
