di Fra. Mar.
Comparirà mercoledì mattina davanti al giudice Luca Semeraro, il 22enne congolese arrestato domenica mattina in flagranza, con l’accusa di aver prima stuprato, poi picchiato brutalmente con calci, pugni e morti, la fidanzata. Una studentessa 20enne di origini perugine. Il giovane, difeso dall’avvocato Francesco Areni, potrebbe anche decidere di parlare e raccontare la sua versione dei fatti.
La sua versione Domenica mattina, prima di essere arrestato, ai militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Perugia che sono intervenuti nel suo appartamento, ha detto di non aver stuprato nessuno. Ma le prove dei fatti erano lì sotto gli occhi di tutti: in casa c’era il sangue della giovane, picchiata brutalmente, su indumenti e lenzuola del letto. C’è la denuncia di lei, che ha detto di essere stata massacrata di botte da quel ragazzo con cui stava insieme da un anno.
Intervento La giovane è ricoverata in ospedale a Perugia e prossimamente, spiega il suo avvocato Simone PIllon, verrà sottoposta ad un piccolo intervento chirurgico per la frattura che ha riportato sul sopracciglio. Che gli ha fatto il fidanzato non pago di averla violentata. Secondo quanto raccontato dalla vittima infatti, il 22enne, l’ha prima violentata e poi massacrata di botte. Per lei, oltre ad un intervento chirurgico, si apre un periodo difficile in cui avrà bisogno di molto sostegno per uscire dall’incubo della violenza.
Caccia all’uomo per il secondo stupro Nessuna novità invece per quanto riguarda la seconda donna violentata a Perugia nel giro di 24 ore: i carabinieri della compagnia di Perugia, guidati dal maggiore Giovanni Cuccurullo, stanno cercando lo stupratore, che avrebbe già un nome un cognome noti alle forze dell’ordine. Si tratterebbe infatti di una persona che ha approfittato della buona fede della ragazza. E l’ha stuprata, brutalmente.
