Massimiliano Romagnoli (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Massimiliano Romagnoli si è dimesso. Il vicesindaco di Foligno, in quota socialista, dopo le lotte intestine con il gruppo consiliare che ne aveva richiesto le dimissioni e le minacce recapitate via sms non più tardi di un mese e mezzo fa ha gettato la spugna. Con una nota stampa recapita nel tardo pomeriggio di mercoledì ha infatti annunciato le proprie «dimissioni irrevocabili», pur non fornendo un quadro chiaro nell’ambito del quale è maturata la drastica decisione.

Poltrone «Non voglio – scrive – che gli eletti in Consiglio comunale ed i partiti dedichino più tempo a discutere delle spartizioni delle poltrone, piuttosto che dei tanti problemi irrisolti della città. Tenendo fede ai principi di onestà e buon governo, ho difeso le mie ragioni e la mia posizione ritenendo di non deludere la fiducia di chi mi ha eletto. Ho dovuto subire minacce personali e familiari, ingiurie e diffamazioni, che non mi hanno in alcun modo portato ad intraprendere strade diverse da quelle dettate dai miei principi». Poi la chiusura amara: «Certo, all’esito di questa esperienza, non mi meraviglio che i cittadini si allontanino dalle istituzioni e dalla politica».

Frattura Dopo la frattura è scattata la guerra di logoramento, giocata apertamente dai due consiglieri comunali (uno è Ciancaleoni, l’altro è Belmonte), forti dell’appoggio dei vertici della segreteria regionale. Negli ultimi giorni insistenti indiscrezioni riferivano di un nome, sembrerebbe una donna, pronta ad accomodarsi sulla poltrona di vicesindaco. E probabilmente è proprio a questa accelerazione che allude Romagnoli che, sfiancato, ha alzato bandiera bianca e compiuto il passo indietro.

Le soluzioni Impossibile parlare con il sindaco Nando Mismetti. Ma, di fatto, è a lui che passa la palla. Difficile dire se il primo cittadino guardi con favore a una nomina che lasci intatti gli equilibri di coalizione, e quindi individui un nuovo vicesindaco socialista. Oppure se in serbo ci siano, dopo i confronti del caso, altre soluzioni. I voti dei due consiglieri socialisti tecnicamente non sono indispensabili, ma senza di loro la maggioranza di Mismetti conterebbe su un solo voto di scarto. Probabilmente troppo poco, specie all’ultimo giro di boa.

http://www.umbria24.it/foligno-si-dimette-il-vicesindaco-romagnoli-mesi-travagliati-di-attacchi-ed-incursioni/174392.html

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