di Francesca Marruco
«Non sono a conoscenza dell’esatto contenuto dell’interrogatorio di Riccardo Menenti, ma, secondo quanto è emerso dagli organi di stampa posso dire che Julia ha riferito che ‘E’ una follia’». Lo dice l’avvocato Luca Maori che tutela Julia Tosti, la ragazza sopravvissuta all’aggressione in cui morì Alessandro Polizzi, all’indomani dell’interrogatorio in cui il 54enne romano Riccardo Menenti ha reso una confessione solo a metà.
Le ammissioni innegabili L’uomo, arrestato insieme al figlio Valerio, perché ritenuti esecutore materiale e mandante di un omicidio premeditato a tavolino per vendicarsi delle volte in cui la vittima aveva picchiato Menenti junior, ha infatti detto di essere andato a casa di Julia- non potendo fare altrimenti, visto il suo Dna n due gocce di sangue trovate per le scale- , ma avrebbe anche detto contemporaneamente di non aver avuto intenzione di uccidere Alessandro.
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Voleva ucciderli entrambi «La volontà di Riccardo Menenti era pluriomicidiaria», è ancora il commento del legale Maori, che aggiunge come, «fornire una ricostruzione del genere significa prendere in giro chi è sopravvissuto e i genitori di chi non c’è più». «Julia- aggiunge ancora il legale- ha fornito una ricostruzione dei fatti precisa e dettagliata: l’assassino è entrato in casa loro sfondando la porta e non ha ucciso entrambi solo perché Julia non è stata attinta ad organi vitali. Alessandro ha solo cercato di difendere lui e Julia».
Un altro interrogatorio? Non è chiaro se la difesa Menenti, come sembra, abbia realmente intenzione di chiedere un interrogatorio anche per Valerio. Che fino ad ora, da quando è stato arrestato più di un mese fa, non ha mai detto una parola. L’avvocato Luca Patalini, che lo difende insieme a Massimo Krogh, andrà a fargli visita mercoledì mattina.
Gli attacchi su Facebook Intanto, sulla pagina Facebook di Valerio Menenti, amici suoi e di Alessandro si insultano in maniera piuttosto pesante. C’è una parente di Valerio in particolare che attacca gli amici di Polizzi e, tra l’altro, scrive: «Se questo è successo è perché il caro Alessandro ha picchiato quasi a morte Valerio, voglio vedere tuo padre cosa avrebbe fatto!!!!!!!!!». «Lei c’era quando Valerio riempiva di botte Giulia?! E chiariamoci se le avessero fatto una cosa del genere il suo attuale ragazzo non avrebbe preso in mano la situazione? » risponde un’amica di Polizzi.
Le botte a Julia «Ci sono testimonianze che hanno mentito queste botte che dite voi- scrive ancora la parente di Valerio -…e poi dove sono i referti medici di Julia quando veniva picchiata da Valerio? Quelli di Valerio ci sono e più di uno!!!». Le risponde uno degli amici più cari di Alessandro e Julia: «Ti dirò pure che un giorno sono andato io a prendere Giulia tutta piena di sangue senza benzina nell’auto perché Valerio gli aveva finito la benzina cosicché Giulia non potesse scappare, era piena di fango e sangue, io costui lo definisco e lo definirò sempre un uomo di merda !!».
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La spedizione Il movente di quello che è avvenuto il 25 marzo scorso è chiaro e acclarato. Menenti senior, stufo di vedere il figlio in ospedale per le botte di Alessandro Polizzi passa all’azione. E questo non si può negare. Ora lui dice che non era andato lì per uccidere, ma per ‘dare una lezione’. Con un passamontagna in testa e uno svitabulloni sotto braccio? E poi, come avrebbe fatto a sparare colpendo sia Alessandro che Julia se davvero non gli avesse esploso dei colpi contro mentre erano ancora nel letto? Tocca alla polizia fare in modo che in piedi resta una e solo una ricostruzione veritiera.
