di Daniele Bovi
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«Un bilancio duro ma che fa delle scelte». Così l’assessore allo Sviluppo Vincenzo Riommi ha chiuso giovedì il dibattito in un Consiglio regionale che con i 19 sì della maggioranza (astenuto Orfeo Goracci) e i 10 no dell’opposizione ha dato il via libera alla legge finanziaria e alle disposizioni collegate al bilancio. Ora, così come da regolamento, venerdì alle 12.30 si procederà col voto al bilancio 2013-2015. Uno dei capitoli più caldi sui quali la giunta regionale interverrà sarà quello del rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, per la quale ci sono soldi a sufficienza solo per poche settimane, massimo maggio. Secondo quanto riferito da un Riommi «più pessimista di quello che ero quindici giorni fa visto che si rischia il blocco operativo dell’istituto», l’esecutivo stanzierà delle risorse «per costruire un cuscinetto che ci faccia guadagnare presumibilmente quel tempo del rifinanziamento a livello nazionale della legge».
DALLE ASSICURAZIONI SANITARIE AI DIRIGENTI: TUTTE LE MISURE DEL COLLEGATO
Cassa in deroga La giunta regionale procederà lungo due strade: da una parte, visto lo scarto che c’è sempre (circa il 35%) tra le ore di cassa in deroga autorizzate (a pagare, quando paga, è l’Inps) e quelle poi effettivamente utilizzate dall’impresa, la giunta potrà autorizzare fino a un 25% in più del massimo disponibile. Inoltre, tra le pieghe del bilancio sono stati trovati 2,3 milioni di euro di risorse della Regione. Due misure che consentiranno di dare ossigeno per un mese, massimo un mese e mezzo. Giorni in cui da palazzo Donini si spera che a Roma ci sia qualcuno che riesca finalmente a mettere almeno un altro miliardo di euro (considerato da più parti la cifra minima) per rifinanziare la cig in deroga. All’Umbria toccherebbero 20 milioni che, sommati a quelli disponibili, consentirebbero di arrivare a settembre-ottobre. Nel 2012 sono stati spesi 53 milioni, il trend dei primi due mesi non fa ben sperare e così anche il segretario regionale della Cgil, Mario Bravi stima che nell’anno in corso saranno necessari 64 milioni: «A maggio – dice – 10 mila lavoratori umbri rimarranno senza risorse».
Dirigenti, taglio al premio di produttività E mentre la giunta si occuperà, con le misure previste nel collegato, di una sforbiciata alla sua dirigenza, l’Ufficio di presidenza del consiglio regionale giovedì ha varato il taglio del 50% al premio di produttività degli apicali di palazzo Cesaroni. «Una misura in linea – ha detto Eros Brega – con quella politica di riduzione e razionalizzazione dei costi che ha sempre contraddistinto l’Assemblea legislativa dell’Umbria, e che ha trovato costante conferma nelle decisioni adottate finora da questa presidenza».
Il bilancio Complessivamente il bilancio approvato ammonta a 2,3 miliardi di euro, ma la cifra a libera destinazione per le scelte politiche, come al solito, è molto bassa (90 milioni). Tra le voci di spesa fisse, la parte del leone la fa la sanità (1,650 miliardi), poi i trasporti (100 milioni), le spese operative (96 milioni), il personale (66 milioni), il rimborso dei prestiti (3,9 milioni), la ricostruzione (4,3 milioni), le spese per il Consiglio regionale (20 milioni) e le spese di funzionamento (12,5 milioni). Poco più di 39 milioni sono destinati al sociale: non autosufficienza (7,97), Fondo sociale (12,8), asili nido (2,8), istruzione (13,8), sostegno agli affitti (1), abbattimento rette scolastiche (1,1). Il totale delle spese a libera destinazione, al netto della sanità, passa da 469 milioni nel 2010 a circa 341 nel 2013, con un margine di flessibilità che passa dal 20,88 al 14,75%. Flessibilità che si riduce, però, a meno del 4 per cento (circa 90 milioni di euro) nel 2013 se si considera l’obbligatorietà di alcune spese (personale, oneri del debito, funzionamento).
Le altre misure Le altre misure della manovra riguardano l’invarianza delle aliquote dei tributi propri regionali, la diminuzione dell’imposta regionale sulla benzina (da 4 a 2,5 centesimi al litro e destinata agli interventi di connessi al terremoto di Marsciano), la soppressione dell’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili, le agevolazioni bollo per acquisto auto ad alimentazione ibrida, le azioni di contenimento delle spese di personale (agli stessi livelli del 2003 e con 370 unità in meno rispetto al 2001) e funzionamento (ai livelli del 2004), l’ulteriore razionalizzazione degli interventi regionali di settore, con una più efficiente allocazione delle risorse disponibili, tutela della coesione e qualità sociale (salvaguardia delle fasce deboli della popolazione), la prosecuzione del percorso di miglioramento dell’efficienza dei processi di accertamento e riscossione delle entrate, l’ottimizzazione e razionalizzazione del trasporto e della mobilità regionale, conti del sistema sanitario regionale in equilibrio.
