di Fabio Toni
Il tessuto imprenditoriale del ternano sta cambiando fisionomia. Come in altre realtà, le imprese, in particolare in alcuni settori, soffrono e spesso sono costrette a mollare. Nonostante tutto, però, il saldo complessivo del 2012, dato dalla differenza secca fra natalità e mortalità di imprese, è positivo. Un +0,53%, pari a 117 aziende in più – con un sostanziale miglioramento rispetto alla quasi parità che si era registrata nei primi nove mesi dello scorso anno – e che posiziona Terni al 22 esimo posto in Italia. L’analisi emerge dai dati diffusi da Unioncamere.
Le note dolenti Il numero delle cessazioni resta alto per una realtà come quella ternana: 1.352 nell’arco del 2012. A soffrire, ancora una volta, sono i settori del manifatturiero (36 imprese in meno) trascinato dalla forte contrazione dell’artigianato. Continua a soffrire il comparto delle costruzioni (-67 imprese nel 2012) così come l’agricoltura (-26). Ma il conto più salato del 2012 lo paga il commercio, all’ingrosso e al dettaglio, che ha dovuto fare i conti con la chiusura di 391 imprese, a fronte di 270 nuove aperture.
Il dato complessivo Fra le varie tipologie giuridiche, il saldo più negativo spetta alle ditte individuali (-67 unità, contro il saldo lievemente positivo del 2011). Anche le cooperative e i consorzi perdono terreno (43 in meno). Reggono viceversa le società di capitali: 287 nuove aperture contro 214 cessazioni. In totale nel 2012 sono nate 1.469 nuove imprese a fronte di 1.352 chiusure. Il bilancio complessivo del 2012 parla di uno stock di imprese registrate pari a 22.053 unità.
Il presidente «I dati esprimono una tenuta del sistema imprenditoriale – afferma Enrico Cipiccia, presidente della Camera di commercio di Terni – anche se la situazione resta critica e le difficoltà coinvolgono tutti i settori economici tradizionali. Le quasi 1.500 imprese nate nel corso del 2012 sono il segno comunque di una voglia di creare nuove opportunità per il territorio». Cipiccia, poi, promette: «Noi continueremo ad operare per offrire politiche sempre più vicine alle reali esigenze delle imprese locali. Nel 2013 daremo continuità ai progetti già varati, tra cui il sostegno al passaggio generazionale, alla creazione di reti d’impresa, allo sviluppo delle produzioni tipiche e alla formazione imprenditoriale nelle scuole del territorio». E poi ci saranno anche alcune novità importanti: «Tra cui lo strumento varato da poche settimane, il cosiddetto sbloccacrediti, che cerca di rispondere al bisogno di liquidità delle imprese».
