di Marco Torricelli
Mezzo pieno o mezzo vuoto. Come sempre, nella storia del bicchiere. E così, il giudizio sul sostanziale equilibrio che si registra, nel ternano, tra il numero di imprese che hanno chiuso i battenti nel 2012 e quelle che hanno, invece, avviato un’attività – il totale segna un +9, frutto di 1136 iscrizioni nei registri della Camera di commercio e di 1127 cessazioni – deve essere articolato: «Peraltro il dato è riferito ai primi nove mesi dell’anno – spiega, dalla stessa Camera di commercio, Marco Guerrini – ma gli elementi a nostra disposizione ci autorizzano a pensare che quello complessivo, sull’anno appena concluso, sia perfettamente in linea».
Orvieto e Narni soffrono E allora, se si va a guardare più attentamente, si scopre, per esempio, che a soffrire maggiormente sono stati i comprensori dell’orvietano (il saldo è negativo per 34 unità) e del narnese (-24), mentre ad alzare la media è, di fatto, solo il capoluogo (+71). Altri numeri indicativi: 131 attività in meno nel commercio, 45 nelle costruzioni, 43 in agricoltura, 33 nella ristorazione e hotelerie, per citare solo i numeri più significativi: «L’anagrafe delle imprese, specchio dell’economia – dice il presidente della Camera di commercio ternana, Enrico Cipiccia – ci restituisce un’immagine che indica come sempre più urgenti misure di sostegno alle imprese, piccole e medie. In particolare misure per il credito e la semplificazione amministrativa. L’impegno camerale è quello di intensificare il sostegno al sistema imprenditoriale, vero patrimonio del nostro Paese».
La crisi del sistema Soprattutto perché, sempre nei settori del commercio, delle costruzioni e della ristorazione e hotelerie, si registra un preoccupante incremento del ricorso alla cassa integrazione – complessivamente circa 700 mila ore in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – tanto che Cipiccia spiega : «I dati ci dicono che sembra arrestarsi la scia tracciata dalla brusca frenata della vitalità imprenditoriale del nostro sistema economico locale, risultato della pesante fase di recessione avviatasi in particolare nella seconda metà del 2011 ma le dinamiche dei diversi settori economici evidenziano il permanere di una crisi del sistema impresa». E il bicchiere sembra sempre più mezzo vuoto.

