Un accordo territoriale che punta a contrastare in modo sistemico il fenomeno del dumping contrattuale – concorrenza sleale – nei settori del terziario, commercio, servizi e turismo, per ottenere un lavoro di qualità e concorrenza leale. Questo è il “Patto per il lavoro” firmato da Giorgio Mencaroni per Confcommercio Umbria, Massimiliano Cofani e Lucia Rossi per Filcams Cgil, Rachele Rotoni per Fisascat Cisl e Maria Ermelinda Luchetti per Uiltucs Umbria.

Obiettivi «Un passo concreto per la qualità del lavoro e la competitività delle imprese umbre», spiega il comunicato stampa congiunto. Si tratta di uno dei primi patti d’intesa di tipo contrattuale a livello regionale in Italia, che colloca l’Umbria come territorio avanzato in materia di criticità del mercato del lavoro. L’attenzione è posta sull’utilizzo di contratti collettivi non rappresentativi o non coerenti con l’attività svolta, con effetti negativi sia sulle condizioni dei lavoratori sia sulla concorrenza tra imprese. Gli obiettivi proposti dai sindacati sono: promuovere un mercato del lavoro più equo, trasparente e sostenibile, contrastare il dumping contrattuale e difendere le imprese e garantire diritti, tutele e salari ai lavoratori.

Clausole Il patto d’intesa prevede l’istituzione di un tavolo di confronto composto da rappresentanti delle parti con funzioni di coordinamento e monitoraggio territoriale, la segnalazione di eventuali irregolarità, il rafforzamento della bilateralità e del welfare contrattuale, e la promozione di percorsi volontari di riallineamento contrattuale in una logica preventiva e non conflittuale. Guardia particolarmente alta sulle filiere degli appalti e subappalti, dove spesso si concentrano fenomeni distorsivi. In questo ambito, le sigle sindacali si impegnano a promuovere l’inserimento di clausole che garantiscano l’applicazione di contratti collettivi sottoscritti da Confcommercio con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil e coerenti con l’attività affidata, il rispetto degli obblighi contributivi e la sicurezza sul lavoro. Prevista, infine, la valorizzazione delle imprese virtuose attraverso strumenti di riconoscimento reputazionale legati alla corretta applicazione dei contratti e alla regolarità contributiva.

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