«La memoria si fa educazione civica, soprattutto verso i più giovani, perché l’odio non trovi spazio dove c’è conoscenza; quando l’altro viene ridotto a una categoria e la paura prende il posto della convivenza, la civiltà arretra». Con queste parole la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, è intervenuta martedì in occasione del Giorno del Ricordo, dedicato alle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

Coscienza civile Nel Giorno del ricordo l’Umbria ha rinnovato la commemorazione di una delle pagine più dolorose della storia del Novecento, segnata da violenze, uccisioni e dallo sradicamento di centinaia di migliaia di persone costrette a lasciare le proprie terre al confine orientale nel secondo dopoguerra. Una memoria che, come ha sottolineato la presidente Proietti, riguarda «nomi, volti e famiglie spezzate, vite interrotte o costrette a ricominciare altrove». «Ricordare – ha detto Proietti – significa restituire dignità alle persone, ai loro nomi, alle loro storie», ribadendo che il ricordo non deve ridursi a una celebrazione formale ma diventare «coscienza civile» e impegno quotidiano. Il Giorno del ricordo, ha aggiunto, è il momento in cui il paese «si ferma e ascolta quel dolore, senza scorciatoie e senza indifferenza».

I giovani Un impegno che la presidente ha richiamato anche alla sua esperienza da sindaca di Assisi, dove il Giorno del ricordo è stato costruito negli anni come un percorso di conoscenza e responsabilità civile, anche attraverso le testimonianze dirette degli esuli. Un lavoro che ha contribuito a fare della memoria uno strumento di rafforzamento della coscienza collettiva e di una identità europea consapevole delle tragedie del passato, in coerenza con i valori di fraternità e rispetto della persona richiamati dalla tradizione francescana. Nelle linee programmatiche della Regione, ha ricordato Proietti, è previsto uno spazio specifico dedicato alla valorizzazione del Giorno della memoria e del Giorno del ricordo, con particolare attenzione alle giovani generazioni. «Oggi più che mai occorre continuare con una coraggiosa rivoluzione culturale» per offrire ai più giovani gli strumenti per «stare sempre dalla parte dei perseguitati e degli oppressi», ha sottolineato.

Bistocchi Sul valore istituzionale della ricorrenza è intervenuta anche la presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, che in una nota ha ribadito la ferma condanna di ogni forma di violenza. «Le violenze e le aberrazioni di qualsiasi colore politico – ha sostenuto la presidente – non possono trovare posto in una società moderna e democratica», ricordando poi come le vittime delle foibe e dell’esodo «non hanno colore politico». Bistocchi ha richiamato il voto unanime con cui l’Assemblea legislativa ha impegnato la giunta a celebrare questa giornata attraverso attività di sensibilizzazione e iniziative pubbliche in collaborazione con enti locali, scuole e università. «Come istituzioni abbiamo il dovere di custodire questa memoria e di trasmetterla alle nuove generazioni», ha concluso, affinché comprendano quanto siano fragili pace e diritti quando vengono meno dialogo e rispetto.

Perugia Le celebrazioni si sono svolte in molte città della regione. A Perugia, al parco Vittime delle Foibe di Madonna Alta, si è tenuta la cerimonia di deposizione di una corona d’alloro promossa dal Comune, con la partecipazione della Prefettura e delle altre istituzioni del territorio. Alla commemorazione hanno preso parte rappresentanti di Comune, Provincia e Regione, il prefetto, le forze dell’ordine e i vigili del fuoco, insieme ai rappresentanti del Comitato 10 Febbraio e della Società di studi fiumani, oltre a numerosi consiglieri comunali di maggioranza e opposizione. Alla cerimonia ha partecipato anche Fratelli d’Italia Città di Perugia, che in una nota ha parlato di «memoria, verità e pacificazione nazionale», ringraziando le istituzioni e i giovani presenti e rivendicando l’importanza di una commemorazione che restituisca dignità alle vittime e riconosca una tragedia a lungo rimossa.

Terni A Terni si sono svolte le celebrazioni ufficiali promosse dal Comune, con il raduno delle delegazioni civili e militari e la deposizione di una corona sotto la targa commemorativa in corso del Popolo. La Provincia di Terni ha partecipato con il gonfalone dell’ente. Nel pomeriggio, alla Biblioteca comunale, si sono tenuti due incontri di approfondimento storico dedicati ai movimenti di popolazione nel secondo dopoguerra e alla frontiera adriatica, coordinati dalla sezione provinciale dell’Anpi.

Foligno A Foligno la commemorazione si è svolta in diversi luoghi simbolici della città. Il sindaco Stefano Zuccarini ha ricordato le vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, rendendo omaggio anche a Gaetano Pinna, esule istriano, e a Norma Cossetto, giovane studentessa uccisa nel 1943. In segno di lutto le bandiere sul palazzo comunale sono state esposte a mezz’asta, alla presenza di autorità militari e di studenti.

Gualdo Tadino Anche il Comune di Gualdo Tadino ha voluto ricordare la ricorrenza con una cerimonia in via Martiri delle Foibe Istriane, dove il sindaco Massimiliano Presciutti e la giunta hanno deposto un mazzo di fiori. «La memoria – ha detto il primo cittadino – non è solo un atto formale, ma un impegno civile quotidiano». Presciutti ha poi sottolineato il valore del ricordo come monito contro l’odio e l’indifferenza. Sulla stessa linea l’assessore alla cultura Gabriele Bazzucchi, che ha definito il Giorno del ricordo «un dovere nazionale» e un momento di riflessione soprattutto per i più giovani.

Pistrino A Citerna, nella frazione di Pistrino, la commemorazione si è svolta in via Norma Cossetto, alla presenza delle autorità comunali, delle associazioni e di una rappresentanza di studenti. Proprio gli studenti hanno deposto un mazzo di rose rosse sotto la targa dedicata a Norma Cossetto, in un momento pensato per mantenere viva la consapevolezza delle vicende del confine orientale e dell’esodo che coinvolse oltre 350mila persone.

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