I maggiaioli di Papigno

di Maria Giulia Pensosi

«Il nostro grido di ripartenza dopo anni di trascuratezza». Novità per l’edizione 2026 del Cantamaggio ternano, una novità che ha il sapore di rinascita, di appartenenza. Papigno torna a sfilare durante la tradizionale parata di aprile con il carro del borgo.

Nuovi maggiaioli: la tradizione vive La decisione del gruppo di maggiaioli è arrivata dopo la concessione da parte del Comune di Terni degli ex studios di Papigno all’ente Cantamaggio. Il motore di questa rinascita è l’associazione culturale “Il Castello di Papigno”, guidata dalla presidente Melody Enehizena. L’obiettivo del gruppo non è solo partecipare alla sfilata, ma innescare quella che l’associazione chiama una “rivoluzione umana”. «Partecipare al Cantamaggio è il nostro grido di ripartenza dopo anni di trascuratezza – dichiara la presidente Enehizena -. Vogliamo ridare vita al borgo partendo dalle persone, facendo sì che ogni abitante torni a sentirsi protagonista e non spettatore del declino. La nostra associazione non è un circolo per pochi eletti: è una casa aperta a chiunque voglia mettere le proprie doti, la propria arte o semplicemente il proprio tempo a disposizione della comunità. Vogliamo fare rete con le realtà circostanti per dimostrare che Papigno è viva, è unita ed è pronta a collaborare». L’associazione infatti si muove da tempo anche con diverse iniziative per il borgo ternano, come attività di riqualificazione dei vicoli e incontri culturali.

I maggiaioli di Papigno al lavoro

Il carro di Papigno I maggiaioli di Papigno sono già al lavoro agli ex studios, intenti nella realizzazione del loro colosso di cartapesta. Il gruppo è formato da circa una decina di persone, ma più si va avanti con i lavori, più cittadini si avvicinano e appassionano al progetto. Tra i protagonisti della rinascita di Papigno c’è anche lo storico maggiaiolo Roberto Farinelli e la storica maggiaiola Sandra Bianconi che converge nel neo-gruppo dopo anni passati insieme ai maggiaioli di Casali-Cesi (poi Gli innamorati del Cantamaggio di Cesi). Nel progetto anche, Simone Del Monte, per tutti “Lu Pizzicarolo de Papigno”: «Sono arrivato in questo piccolo borgo con tanto entusiasmo, sto portando avanti un’attività con amore e in questo periodo ho potuto conoscere tante persone di Papigno che hanno voglia di far tornare a rivivere questo centro abitato dalle grandissime potenzialità, vista la vicinanza alla Cascata delle Marmore, al centro rafting e con gli studios che potrebbero tornare a essere protagonisti -ha dichiarato a Umbria24 Del Monte -. L’idea del carro è nata a seguito dell’arrivo proprio agli studios dei maggiaioli, dopo qualche giorno è venuta la voglia di partecipare e di condividere una passione e un momento di aggregazione con tutti loro. Sono veramente felice di poter dare il mio sostegno all’iniziativa e di aiutare alla promozione del Cantamaggio nei miei canali social».

“Rinascita” Dopo circa 30 anni quindi che Papigno non partecipa alla manifestazione, nel 2026 insieme alla primavera risboccia anche la tradizione e il senso di comunità: «Il carro di Papigno non sarà solo un’opera allegorica che sfilerà per le vie di Terni; sarà la prova tangibile che quando una comunità decide di fare rete, l’abbandono può essere sconfitto – continua ancora l’associazione -. Quest’anno, sotto le luci del Cantamaggio, non sfilerà solo un carro. Sfilerà il sudore di chi ci ha creduto, la gioia di chi torna a sentirsi parte di qualcosa e l’orgoglio di un paese che, partito dagli studios dei premi Oscar, è pronto a scrivere il suo capitolo più bello».

Cantamaggio: poco più di due mesi alla sfilata E gli altri carri di maggio? Al momento solo rumors intorno al numero dei colossi che sfileranno per le vie della città. Rumors che danno per confermati, almeno a quanto risulta a Umbria24, oltre ovviamente a Papigno, tutti i gruppi storici del Cantamaggio. Ma potrebbero esserci altre sorprese o altre riconferme. I carri, domenica primo febbraio, si sono trasferiti agli ex studios di Papigno, non i locali affidati all’Ente dei colossi di cartapesta lo scorso dicembre, ma un locale limitrofo per permettere agli addetti ai lavori di iniziare a realizzare le loro opere in vista della sfilata. Quello è il cantiere dei maggiaioli, mentre Arrone è rimasto nella sua solita “officina” nel borgo della Valnerina. Umbria24 vi aggiornerà sugli sviluppi e, come ogni anno, nei prossimi mesi realizzerà un “dietro le quinte” dei carri. 

I maggiaioli di Papigno al lavoro

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