di Mattia Farinacci

Nonostante la sconfitta di Ascoli e una classifica in campionato che – soprattutto a causa della penalizzazione – non sorride, la Ternana può sfruttare l’entusiasmo dovuto alla proprietà che ha finalmente preso le redini della società, una semifinale di Coppa Italia alle porte e un mercato in entrata partito con un colpo di spessore per la categoria e altri importanti all’orizzonte per cercare il salto di categoria. Ed è proprio per la presentazione del primo colpo in entrata – Giuseppe Panico – che stampa e dirigenza rossoverde si sono riuniti nella sala stampa del Liberati. Ad inaugurare la conferenza dedicata al nuovo attaccante delle Fere è stato il ds Diego Foresti, che ha presentato l’ex Avellino: «Non è un veterano ma neanche giovanissimo perché ha vinto tanto ed è stato in piazze veramente importanti. È un giocatore che ci aiuterà sicuramente non solo per le sue qualità calcistiche ma anche perché ha vinto gli ultimi due campionati con Carrarese e Avellino e questo dimostra che cerchiamo di portare persone che abbiano la testa giusta per vincere. La proprietà voleva dare un segnale importante alla piazza e al mister e lo abbiamo fatto».

La scelta e il futuro in rossoverde La parola passa quindi al protagonista di giornata, che spiega in pochi semplici passi la scelta di accettare la corte della Ternana: «Quando ho ricevuto la chiamata del direttore Foresti ho accettato subito e parlando con il mister non ho avuto più alcun dubbio. Mi ha detto che la società c’è ed è presente. A volte è meglio fare due passi indietro e uno avanti, ad Avellino non stavo trovando spazio e volevo rilanciarmi». In Campania infatti l’attaccante originario di Ottaviano non ha avuto chances per dimostrare il proprio valore: «Quest’anno non era semplice anche per l’allenatore  – Biancolino, ndr – con tutti gli attaccanti che c’erano. A qualcuno toccava stare fuori e lui giustamente ha fatto delle scelte. Io ho sempre lavorato per farmi trovare pronto, non ho avuto occasioni ma per me di Avellino resta un bel ricordo. C’è stata solo una questione di abbondanza». Ora il nuovo numero ‘18’ delle Fere avrà la possibilità di rilanciarsi con un allenatore che conosce bene le su caratteristiche: «Io giocavo sotto età e sono andato a giocare con gli allievi nazionali proprio con mister Liverani che ha avuto sempre grande stima di me e di come attaccavo la profondità. Poi sono cresciuto a livello di carattere e personalità e vincere due campionati aiuta nell’autostima, con la consacrazione che è arrivata a Carrara. Sono una seconda punta molto altruista». 

L’infanzia difficile e la Nazionale Il giocatore campano ripercorre quindi alcune tappe del suo passato difficile ma che è ormai un lontano ricordo: «Non ho avuto una bella infanzia ma giocare a calcio è stata la mia salvezza. A 14 anni sono andato al Genoa dopo essere stato affidato a una famiglia ma tutto questo mi è servito per maturare tanto e presto. Ora è tutto un lontano ricordo perché ho una famiglia e una fidanzata e ho realizzato il mio sogno di giocare a calcio». È proprio il calcio che ha dato la possibilità a Panico di giocare tra le fila azzurre della Nazionale e di incontrare alcuni tra i migliori giocatori al mondo dei giorni nostri: «Il mio più bel ricordo in azzurro è stato agli Europei, anche se abbiamo perso una finale 4-0 contro la Francia di Mbappé che già lì non si prendeva. Ce la siamo giocata con tutti fino alla fine ma loro ci sono passati sopra, oltre a Mbappé c’erano tanti altri giocatori forti, anche se noi avevamo una bella squadra». Dopo aver parlato apertamente del suo passato è tempo quindi di presente e di futuro per Giuseppe Panico, che tra due giorni vivrà il suo primo impegno in rossoverde in occasione della semifinale d’andata della Coppa Italia Serie C al Liberati contro il Potenza: «La partita di dopodomani è molto più che importante perché vincendo la Coppa vai direttamente da terza ai playoff e lì cambia tutto. La squadra l’ho trovata bene, lavora serenamente e il gruppo mi ha accolto molto bene. Tutti vogliono vincere la coppa per aggiustare le cose più avanti. Ho trovato una rabbia positiva di chi vuole dimostrare che la squadra c’è».


Le parole di Foresti A rispondere alle curiosità della stampa è stato anche io direttore Foresti, fresco di ritorno e presentazione qualche giorno fa. Il ds bergamasco ha innanzitutto spiegato la scelta di arricchire numericamente e qualitativamente un reparto offensivo già coperto: «Più giocatori forti hai davanti più hai possibilità di segnare. Dietro non eravamo messi male e quindi lui va a completare un reparto già forte davanti. Il mister mi aveva chiesto un giocatore con le sue caratteristiche e poi tatticamente risponderà lui». Interpellato sulla linea societaria in sede di mercato, Foresti fa chiarezza: «Non abbiamo nessuna linea. Sappiamo benissimo dove abbiamo bisogno di intervenire perché abbiamo parlato con il mister e andremo a riempire le caselle mancanti. Lui non ha trovato spazio in cinque mesi e da ragazzo intelligente ha capito che poteva andare in una piazza importante e provare a vincere scendendo di categoria. Tanto di cappello al giocatore perché non tutti decidono di scendere. Se trovassimo un altro Giuseppe Panico in un altro ruolo non ce lo faremo sfuggire. Questa è una squadra che ha già nomi importanti e non vogliamo mettere tanto per mettere». Quello che è certo, però, è che la Ternana puntellerà ulteriormente la rosa: «Andremo a fare altri movimenti perché qualcuno uscirà. Con Cagnano c’è stato un interesse, al momento siamo fermi e non posso dire che siamo vicini ma è un giocatore che ci è interessato e continua ad interessarci». Interrogato sulla questione dalla stampa, Foresti risponde anche alle parole dell’agente di Leonardi, che aveva a più riprese messo in dubbio la permanenza a Terni del suo assistito: «Leonardi è un giocatore giovane che non è vero che non è stato preso in considerazione e che non ha giocato. Ha fatto 18 presenze tra coppa e campionato. Il suo procuratore prima di fare certe considerazioni doveva pensarci bene. Non condividiamo quello che ha detto. Detto questo noi siamo contentissimi di lui: poteva tornare a Catania ma non hanno esercitato l’opzione per riportarlo indietro. Loro sono contenti di quello che sta facendo. 18 presenze per un ragazzo giovane in una squadra come la Ternana e i giocatori con cui gioca non è facile. Si è sempre allenato benissimo e quindi rimane con noi fino a giugno». Infine, in chiusura di conferenza, il ds fa un appello a tutto il popolo ternano in vista della sfida di dopodomani: «Abbiamo fatto dei prezzi popolarissimi: un gesto non per gli incassi ma per portare persone allo stadio. Ci giochiamo una fetta di stagione importantissima e avere migliaia di persone allo stadio ci aiuterebbe. Vogliamo aiutare le famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese e ci aspettiamo che i ternani ci aiutino. Al ritorno giocheremo a Potenza che è un catino dove il pubblico fa la differenza. Dobbiamo crederci tutti».

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