di Mar. Ros.
«La Regione va oltre ogni tipo normale di atteggiamento verso Terni. Ci palleggia; ci considera cerebrolesi forse. I cittadini devono sapere che siamo in una situazione di stallo totale. Questi costi che lievitano nel caso di Colle Obito sono incomprensibili. Confusione o presa in giro, delle due l’una ma non c’è differenza. Occorre rimettere al centro questo tema, perché è il Comune che decide, è questo l’ente che rilascia l’autorizzazione a costruire. Perché la Regione continua a riferire sul tema senza interlocuzioni con Palazzo Spada. I dirigenti ternani non sono coinvolti nello studio per l’individuazione di area. Le cifre indicate, e lo dico da imprenditore attivo anche nel settore edile, sono assurde». Così il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, lunedì mattina in consiglio comunale a seguito della recente commissione Sanità a Palazzo Cesaroni, con approfondimenti sull’individuazione del sito per la costruzione del nuovo ospedale di Terni.
Nella stessa giornata, a fare sponda al primo cittadino sulla soluzione Colle Obito (che è quella che Bandecchi predilige da sempre), dal gruppo ‘Masselli sindaco’, ci ha pensato in una nota il consigliere Valdimiro Orsini: «Difendere l’attuale ospedale così com’è significherebbe condannare i cittadini a una sanità di serie B. Per questo dico un ‘Sì’ convinto alla realizzazione di un nuovo plesso, evidenziando alcuni punti che ritengo vitali per l’interesse pubblico. In primo luogo, la localizzazione. Il nuovo ospedale deve essere realizzato nello stesso sito di Colte Obito. Non è solo una questione di tradizione, ma di urbanistica responsabile: scegliere un’area diversa significherebbe condannare l’attuale zona a un degrado irreversibile e, contemporaneamente, consumare nuovo suolo altrove, cementificando aree che dovrebbero restare verdi. Riqualificare Colle Obito significa invece valorizzare un’area già servita, centrale e funzionale. In secondo luogo, la questione delle risorse. Non mi appassiona la disputa ideologica sulla provenienza dei fondi. Che la Regione decida di procedere con finanziamenti interamente pubblici, con fondi Inail o attraverso lo strumento del partenariato pubblico-privato, per me conta un solo risultato che è quello di realizzare il nuovo ospedale di Terni nei tempi più rapidi possibili. La sfida è dunque sulla concretezza. I cittadini sono stanchi di ascoltare fiumi di parole».
Nel dibattito in sala consiliare lo stesso Orsini ha inoltre spalleggiato il sindaco sulla necessità di coinvolgimento del Comune, rispetto al quale il capogruppo Pd Pierluigi Spinelli ha invece difeso l’operato della giunta regionale Proietti. Sulla concretezza e la necessità di coinvolgere il territorio e le istituzioni locali anche il consigliere di maggioranza (Ap), Andrea Sterlini. Nel merito, da Fratelli d’Italia, il capogruppo Roberto Pastura: I siti individuati sono buoni forse per chi passa da Terni due giorni, non per chi vive e conosce la città. Necessario che chi deve decidere individui piuttosto percorsi lineari per raggiungere obiettivi concreti. A gamba tesa sul tema, il consigliere del gruppo Misto, Orlando Masselli: «Sindaco, ci siamo sfidati in campagna elettorale fino al ballottaggio. Disse che avrebbe realizzato il nuovo ospedale in sette mesi. Quante cazzate. Lei è specializzato. E forse non sa che esiste un’area collinare, ricompresa tra Terni e Narni, che è di proprietà della Usl Umbria 2, dove potrebbe sorgere il nuovo ospedale che non è stata presa in considerazione».
A difendere le posizioni del primo cittadino, soprattutto sul coinvolgimento istituzionale, il consigliere di Fi, Francesco Maria Ferranti (che difende anche gli investimenti fatti negli ultimi anni sul Santa Maria) e il vicesindaco Riccardo Corridore, non prima del suggerimento di Bandecchi all’orecchio. Sul dibattito avviato dal sindaco, senza che il tema fosse all’ordine del giorno, anche il consigliere del M5s Claudio Fiorelli che ha richiamato tutti a spostare l’attenzione su un ospedale di qualità, funzionale e necessario, oltre ogni altro aspetto collegato. Ma Bandecchi non incassa, piuttosto replica ancora per fatto personale: Ma sul serio un privato presenta un project financing per farci un ospedale con 280 milioni e uno studio dell’Emilia Romagna ci dice che per rimettere mano al Santa Maria ne servono 770?». Tuttavia, quel project fu bocciato.
