Novanta anni dalla nascita del pittore ternano Nedo Onofri. Terni lo ricorda con una mostra, ‘Onofri 90’, che è stata inaugurata a Palazzo Carrara. 

Un artista legato al territorio Nedo Onofri, nato a San Gemini e attivo a Terni dalla metà del Novecento, è stato pittore, restauratore e decoratore di grande rilievo per la città. Molto conosciuto in ambito locale, si è affermato anche a livello internazionale grazie alla sua tecnica raffinata e alla capacità di coniugare tradizione e sensibilità moderna. Nel secondo dopoguerra, con Terni segnata dai bombardamenti, Onofri fu tra le figure più attive nel recupero del patrimonio artistico cittadino: riparò soffitti, restaurò dipinti, rifoderò quadri e salvò affreschi da edifici pericolanti. In un periodo in cui i materiali scarseggiavano, lavorò seguendo antiche ricette artigianali e mettendo a frutto gli insegnamenti dei maestri del passato.

Lo stile La sua pittura, al tempo stesso antica e moderna, si distingue per un linguaggio chiaro, immediato, lontano sia dall’accademismo che dal naïf di moda. Onofri restituisce paesaggi umbri – ulivi, querceti, sottoboschi, cieli densi di colore – trasformandoli in immagini poeticamente cariche. Il suo tratto compendioso unisce disegno e colore, offrendo opere che nascono da una profonda interiorizzazione della realtà. Il linguaggio pittorico di Onofri è destinato a un mondo in cui l’uomo è al centro, alla base e al vertice di tutto. Un linguaggio comprensibile, articolato da regole sintattiche e grammaticali complesse ma chiare. Per Onofri vale ancora la regola che in arte conta solo il risultato e non bastano le sole buone intenzioni. Ha infatti affinato il suo linguaggio, depurato il suo stile, metabolizzando la realtà con cui viene a contatto, restituendocela rivissuta interiormente e magicamente trasformata.

Un’eredità artistica che continua Considerato un artista che ‘vive di pittura’ fin da giovanissimo, Onofri ha costruito un percorso coerente e riconoscibile. I suoi celebri cesti di fiori e i paesaggi umbri sono oggi presenti in collezioni private e gallerie in Italia e all’estero. La mostra di Palazzo Carrara, visitabile fino al 14 dicembre, celebra questo lungo dialogo tra l’artista e la sua terra.

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